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> Giornata mondiale contro l'AIDS, 1 Dicembre
 
lana
Inviato il: Mercoledì, 01-Dic-2010, 16:33
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La Giornata mondiale contro l'AIDS, indetta ogni anno il 1º dicembre, è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. La ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1º dicembre 1981. Da allora l'AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. Per quanto in tempi recenti l'accesso alle terapie e ai farmaci antiretrovirali sia migliorato in molte regioni del mondo, l'epidemia di AIDS ha mietuto circa 3,1 milioni di vittime nel corso del 2005 (le stime si situano tra 2,9 e 3,3 milioni), oltre la metà delle quali (570.000) erano bambini.

L'idea di una Giornata mondiale contro l'AIDS ha avuto origine al Summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell'AIDS del 1988 ed è stata in seguito adottata da governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo.

Dal 1987 al 2004 la Giornata mondiale contro l'AIDS è stata organizzata dall'UNAIDS, ovvero dall'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta all'AIDS, la quale, in collaborazione con altre organizzazioni coinvolte, ha scelto di volta in volta un "tema" per la Giornata. Dal 2005 l'UNAIDS ha demandato la responsabilità dell'organizzazione e gestione della Giornata Mondiale alla WAC (The World AIDS Campaign), un'organizzazione indipendente, che ha scelto come tema per l'anno - e fino al 2010 - Stop AIDS: Keep the Promise (ovvero "Fermare l'AIDS: manteniamo la promessa") tema che non è strettamente legato alla Giornata Mondiale ma che rispecchia l'impegno quotidiano della WAC.

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lana
Inviato il: Mercoledì, 01-Dic-2010, 16:44
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Perchè quello dell'AIDS non è solo un problema dell'Africa, ma è anche nostro, una vera piaga sociale. Pensiamo che il problema non ci tocchi da vicino, in realtà ci sono molte più persone che hanno il virus dell'HIV di quelle che crediamo.

E i media si preoccupano dell'influenza e non danno importanza a cose gravi come questa o la tubercolosi. Pazzesco.
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jaquelinho87
Inviato il: Giovedì, 02-Dic-2010, 17:06
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Gato Lopez
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una delle malattie piu' terribili degli ultimi secoli!

uno dei casi in cui si puo' anche prevenire!


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L'importante è che tu non perda i capelli dentro


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
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metiu
Inviato il: Martedì, 07-Dic-2010, 14:35
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Appunto, però vedi, la prova che questo non è sentito come un problema è il fatto che non ha risposto nessuno (a parte te). Non so il motivo, forse non pensiamo che sia una cosa che ci possa toccare da vicino...

by Lana
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jaquelinho87
Inviato il: Martedì, 07-Dic-2010, 18:33
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Gato Lopez
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aggiungerei che c'è pure poca gente che può rispondere, in questo periodo!

Su un punto potresti aver ragione: l'AIDS non è più una storia da prima pagina, a meno che non sia mescolata con altri temi.

In questo periodo sono molto più in voga i cosiddetti media frenzies: ovvero temi che, presi in sè, si esauriscono in breve tempo, ma che vengono martellati su tutte le televisioni, tutte le radio, tutti i giornali, per lunghissimo tempo.

Chiaro che tu sia a stretto contatto tutti i giorni con casi di Aids, ma posso dire che se per caso un giorno andassi su ansa.it e trovassi una notizia al riguardo, la leggerei con interesse. (anzi, cercherò di ricordarmi di postarla)

Figuriamoci poi il diabete, malattia certo meno grave, ma piuttosto sottovalutata anch'essa


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Spongiarella
Inviato il: Martedì, 07-Dic-2010, 19:14
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Insecto Urbano
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Mi spiace non aver risp ma non ho avuto tempo, cmq di aids si parla poco è vero, la televisione dovrebbe parlarle di più invece si parla di altre cazzate. Io fisicamente non sono a contatto con persone malate, ma vedo i loro test hiv e mi fa specie vedere ragazzi di 20/25 hanno che ce l'hanno. Come ha detto il sommo Jaq è una malattia gravissima che si può prevenire, ma purtroppo nonostante questo ci sono tante persone malate..


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metiu
Inviato il: Mercoledì, 08-Dic-2010, 14:09
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E soprattutto che non si fanno scrupoli ad andare in giro a contagiare a destra e sinistra...

sono sempre Lana
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lana
Inviato il: Giovedì, 01-Dic-2011, 11:48
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Oggi è il 1° dicembre, pensateci...

Aids: in Italia un contagio ogni tre ore

ROMA - In Italia ogni tre ore c'e' un nuovo contagio con il virus dell'Hiv, 3 mila i nuovi casi ogni anno, ci si infetta di piu' al centro-nord rispetto al sud-isole e nel 2010 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive e' di nazionalita' straniera. I dati sono stati presentati al Ministero della Salute in occasione della presentazione delle iniziative per la giornata mondiale contro l'Aids. Nel 2010 la maggioranza delle nuove infezioni e' attribuibile a contatti sessuali non protetti, che costituiscono l'80,7% di tutte le segnalazioni.

Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2010 hanno un'eta' mediana di 39 anni, per i maschi e di 35 anni per le femmine. Oltre un terzo delle persone con una nuova diagnosi di HIV viene diagnosticato in fase avanzata di malattia, e presenta una rilevante compromissione del sistema immunitario. Queste persone che scoprono di essere HIV positive in ritardo hanno mediamente piu' di 40 anni di eta', hanno contratto l'infezione prevalentemente attraverso contatti eterosessuali, e sono piu' spesso stranieri (NdL: dove lavoro io è il contrario, cioè sono quasi tutti italiani).

Il numero delle persone che ignorano di essere infette e' aumentato passando da 135.000 casi nel 2000 a 157.000 casi nel 2010, principalmente per effetto della maggiore sopravvivenza legata alle terapie antiretrovirali che comportano un aumento progressivo del numero delle persone viventi HIV positive.


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metiu
Inviato il: Giovedì, 01-Dic-2011, 18:21
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lo schifo è che di tutto questo se ne parli solo una volta all'anno ,mentre quando escono fuori stronzate come la suina,l'aviaria et simili ci spaccano le palle a non finire TG e giornali tutti i giorni e tutte le ore....
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alamierda84
Inviato il: Venerdì, 02-Dic-2011, 20:14
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The Spammer
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La Rai nel giorno dell'Aids: non dite «profilattico»
Email interna: è la linea del ministero della Salute

ROMA - La parola profilattico nell’Italia del 2011 è ancora un tabù. Almeno lo è per la Rai e per il ministero della Salute, che da pochi giorni è guidato da Renato Balduzzi. Non bisogna pronunciarla nemmeno in occasione della giornata mondiale contro l’Aids. Che è stata celebrata ieri, con una serie di trasmissioni su Radio 1. Ebbene, i conduttori e le redazioni dei programmi coinvolti nell’iniziativa, mercoledì scorso, hanno ricevuto un’email che lasciava adito a pochi dubbi: «Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto».

L’email, con priorità alta, è firmata da Laura De Pasquale, funzionaria della tv di Stato in rapida ascesa, nonché fidanzata del «cameraman privato» del Cavaliere, Roberto Gasparotti. La missiva, come era ovvio, ha creato qualche sconcerto: piuttosto difficile fare ore e ore di trasmissioni sull’Aids senza poter parlare del preservativo. Ma tant’è. Del resto, la linea del ministero guidato da Balduzzi—cattolico, buon amico di Rosy Bindi, padre dei Dico, componente fino all’insediamento nel governo, della Commissione dei diritti del Pd, cioè l’organismo che dovrebbe dirimere le divisioni interne sui temi etici—è proprio questa. L’ufficio stampa in serata precisa: «Non ci risulta che siano partite mail con queste indicazioni ».

Ma sia nel comunicato ufficiale che pubblicizzava la giornata mondiale dell’Aids, che nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, non sono mai state pronunciate le parole profilattico o preservativo. Un silenzio che è sembrato sospetto alla presidente del network italiano delle persone sieropositive, Rosaria Iardino, che infatti lo ha denunciato. Uscendo dall’incontro che il ministero aveva organizzato con la stampa alla vigilia della giornata mondiale contro l’Aids, Iardino non ha usato mezzi termini: «Sono davvero arrabbiata perché non cambia mai niente. Si è parlato di tutto tranne che dell’unica cosa veramente importante: il profilattico. È una semplice parolina che nessuno ha mai il coraggio di dire ». E ora, dopo l’email in cui si dettava la linea del dicastero della Salute, si rafforzano i sospetti delle associazioni gay, convinte che la proibizione dell’uso della parola profilattico sia stata influenzata dalla posizione della Chiesa sull’argomento. Sembra passato un decennio dalla campagna che in analoga occasione venne promossa da Livia Turco, ministro della Sanità del governo Prodi.

E, invece, sono trascorsi solo tre anni. All’epoca lo spot per sensibilizzare gli italiani nella lotta contro l’Aids fece discutere e ricevette molti plausi perché veniva sdoganata la parola- tabù. L’attrice Ambra Angiolini, alla fine del filmato, pronunciava questa frase: «Rispetta la vita, rispetta te stesso e gli altri, usa il preservativo e nell’amore non rischiare». Adesso la situazione è molto diversa. Lo teme Rosaria Iardino. E lo temono anche i movimenti omosessuali, che ieri, davanti a Montecitorio hanno esposto un condom di quattro metri. L’iniziativa è stata sponsorizzata oltre che dal network delle persone sieropositive, dall’Arcigay e da Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che ha riassunto con queste parole il senso della kermesse: «Vogliamo dire al governo Monti che per risparmiare sui costi della sanità deve investire nella prevenzione». In piazza anche Paola Concia, unica parlamentare omosessuale dichiarata, che ha presentato una proposta di legge per l’istallazione dei distributori di preservativi nelle scuole. È quasi superfluo aggiungere che le trasmissioni di Radio 1 non hanno dato ampia eco alla manifestazione.

Corriere della Sera
Maria Teresa Meli
2 dicembre 2011
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