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> Stefano è morto di carcere?, I parenti: "Vogliamo la verità"
 
alamierda84
Inviato il: Giovedì, 29-Ott-2009, 23:01
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Stefano è morto di carcere

Stefano Cucchi è stato arrestato dai Carabinieri il 15 ottobre scorso. Trascorre la notte in caserma e l'indomani, con un processo per direttissima, il giudice dispone l'arresto in carcere in attesa dell'udienza successiva. Mentre sono ancora in attesa di vedere il figlio, una settimana fa i familiari ricevono dai carabinieri la notifica del decreto col quale il pm autorizzava l'autopsia sul corpo di Stefano. E' così che i genitori e la sorella vengono a conoscenza della morte di Stefano. Un'altra morte di carcere.

Il Blog ha intervistato Ilaria e Giovanni Cucchi, rispettivamente sorella e padre di Stefano.

llaria Cucchi: "Stefano Cucchi era un ragazzo di 31 anni, un normalissimo ragazzo di 31 che la notte tra il 15 e il 16 ottobre è stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. L’abbiamo visto uscire di casa accompagnato di Carabinieri, che precedentemente tra l’altro avevano perquisito la sua stanza non trovandovi nulla e accompagnato dai Carabinieri in ottime condizioni di salute, senza alcun segno sul viso e non lamentando alcun tipo di dolore. L’abbiamo rivisto morto il 22 ottobre all’obitorio: nel momento in cui l’abbiamo rivisto, mio fratello aveva il viso completamente tumefatto e pieno di segni, il corpo non l’abbiamo potuto vedere."
Blog: "possiamo ripercorrere le tappe di quei giorni? La notte tra il 15 e il 16 ottobre viene fermato dai Carabinieri e viene portato in caserma: da lì i Carabinieri lo portano qui in casa a controllare se.. "
llaria Cucchi: "a perquisire la sua stanza, esatto, dove ovviamente non viene trovato nulla."
Blog: "sostanzialmente trascorre la notte in caserma e poi viene.. "
llaria Cucchi: esattamente. La mattina successiva, verso le dodici avviene il processo per direttissima, dove il giudice ritiene che questo ragazzo debba passare il tempo fino al 13 novembre, data in cui è fissata l’udienza successiva, in carcere e viene assegnato a Regina Coeli.
llaria Cucchi: da quel momento non lo vediamo più. Ripeto: la mattina del processo per direttissima mio fratello aveva già il segno gonfio di botte, da qui è uscito in ottime condizioni.
Blog: "i Carabinieri che cosa vi hanno detto, quando era qui in casa?"
llaria Cucchi: "ci hanno detto di stare tranquilli, perché per così poco sicuramente il giorno dopo sarebbe stato a casa agli arresti domiciliari."
Blog: "poi, quando vi avvisano, arriva una telefonata che dice 'Stefano sta male'?"
llaria Cucchi: "il sabato sera. La notizia successiva l’abbiamo il sabato sera, intorno alle nove vengono i Carabinieri a informarci che Stefano è stato ricoverato d’urgenza presso la struttura del Sandro Pertini: ovviamente i miei genitori si recano immediatamente sul posto e lì viene negato loro alcun tipo di notizia. Nel momento in cui, ingenuamente, mia madre domanda di poter vedere il ragazzo e di sapere quello che aveva, le viene risposto: “assolutamente no, questo è un carcere, tornate lunedì in orario di visita e parlerete con i medici”. I miei genitori tornano il lunedì mattina, all’orario che era stato loro detto, vengono fatti entrare e vengono loro presi gli estremi dei documenti e vengono lasciati in attesa. Dopo un po’ di tempo esce una responsabile, la quale li informa di non poterli fare parlare con i medici, in quanto non è arrivata una certa autorizzazione da parte del carcere. “Comunque tornate, perché deve arrivare quest’autorizzazione e non vi preoccupate, perché il ragazzo è tranquillo”, è stato risposto loro, quando mia madre chiedeva: “ditemi almeno per quale motivo mio figlio è stato ricoverato”. “Il ragazzo è tranquillo”.
Stefano è morto

Il giorno dopo, ovviamente, i miei tornano ...esattamente, il martedì mattina tornano presso la stessa struttura, al reparto carcerario del Sandro Pertini e questa volta non vengono proprio fatti entrare, viene risposto loro al citofono che non possono entrare, perché non c’è l’autorizzazione. Finalmente viene detto loro però che sono loro a dover chiedere un’autorizzazione a Piazzale Gloria, se vogliono vedere il ragazzo: mio padre chiede quest’autorizzazione e la ottiene per il 25.. mi scusi, per il 22, giovedì. Il 22 all’alba mio fratello è morto e mio padre non ha fatto in tempo a vederlo. Sappiamo della notizia della morte di mio fratello dai Carabinieri, che vengono a casa intorno alle 12: 30, le premetto che sembrerebbe che mio fratello sia morto all’alba, vengono intorno alle 12: 30 per notificare a mia madre il decreto con il quale il Pubblico Ministero autorizzava l’esecuzione dell’autopsia in seguito al decesso di Cucchi Stefano. Questo è stato il modo in cui mia madre ha saputo della morte del figlio."
Blog: "da lì in poi come avete fatto per vedere il corpo? All’obitorio vi è stata concessa questa possibilità?"
llaria Cucchi: "inizialmente no, c’è stata negata: dopo alcune insistenze è stata fatta una telefonata al Pubblico Ministero, il quale ha autorizzato che potessimo vederlo, ovviamente dietro a un vetro. Quello che abbiamo visto è stato uno spettacolo - mi creda - allucinante: mio fratello aveva il viso completamente devastato, era irriconoscibile, aveva un occhio gonfio e un altro sembrava incavato, la mascella sembrava rotta, aveva il viso come bruciato. Il corpo era coperto da un lenzuolo, non so quello che ci fosse sotto."
Blog: "è vero che il magistrato vi ha vietato di fare fotografie al vostro.. "
llaria Cucchi: "ovviamente il nostro consulente ha chiesto di poter fare la documentazione fotografica e le riprese, ma è stato negato. Adesso ci aspettiamo innanzitutto una serie di risposte e che lo Stato ci dica come è potuto accadere che non ci sia stato possibile stare vicini a Stefano nel momento in cui stava morendo. Ci devono spiegare anche perché abbiamo consegnato mio fratello allo Stato, alle istituzioni in una certa condizione di salute ottima e perché ce l’hanno restituito morto. Stefano era un normalissimo ragazzo di 31 anni, lavorava, lavoravamo insieme, lui era un geometra, anche mio padre è geometra e lavoriamo insieme nella stessa struttura. Mio fratello aveva un trascorso in una comunità di recupero per tossicodipendenti, dalla quale era uscito completamente riabilitato, tant’è che lavorava e stava bene, mio fratello stava bene, aveva tanta voglia di vivere e lo posso documentare con le sue lettere, con i suoi messaggi, mio fratello aveva voglia di vivere. In questo momento non sono in grado di accusare nessuno, e il problema è proprio questo, perché non so come sono andate le cose."

Blog: "ci sono state delle interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro della Giustizia? Cosa è successo?"
llaria Cucchi: "mi giunge voce che la risposta all’interrogazione del Ministro Alfano è stata che Stefano è caduto: ora mi spieghino dove, come e perché è caduto e, soprattutto, come ha fatto a morire. Che mi spieghino, per una caduta, come poteva riportare tutti quei segni di traumi sul viso e sul corpo e che mi spieghino perché è stato lasciato morire."
Blog: "per voi questa non è la verità?"
llaria Cucchi: "questa non è assolutamente la verità: forse è parte della verità, ma sicuramente la vicenda non si chiude qui e sicuramente non si spiega la morte di mio fratello."
Giovanni Cucchi: "quando è il momento in cui ho visto mio figlio all’obitorio mi è caduto il mondo, vedendolo così, in quelle condizioni veramente inimmaginabili. Ho provato un dolore enorme e un senso di frustrazione di fronte a quello che lo Stato ci può dare e, in effetti, mio figlio è entrato sano e è uscito morto in quelle condizioni. Voglio dire, non è ammissibile che, per qualsiasi cosa uno possa aver fatto, sia ridotto sia dal punto di vista fisico che anche dal punto di vista morale in quel modo, perché mio figlio è morto solo. E’ una rabbia enorme per come può finire un figlio così, massacrato in quel modo.."

Blog: "in che condizioni era il giorno dell’udienza per direttissima?"
Giovanni Cucchi: "il giorno dell’udienza lui.. guardi, Stefano era una persona magra, lei ha visto la foto e perciò si è reso conto.. non tutti forse.. non può apparire.. lui praticamente ha il viso gonfio, il doppio del viso di quello che si vede rispetto all’ultima foto che aveva e poi aveva, sotto gli occhi, dei segni neri, quindi segni evidenti di pugni negli occhi, di botte negli occhi. Si è presentato così alla causa. Però dal punto di vista fisico stava benissimo, si muoveva, il fatto delle vertebre rotte assolutamente non sussisteva, per quanto ho potuto vedere lo escludo al 100%. Stefano si muoveva, camminava, parlava, assolutamente si muoveva come una persona normale e, se ci fosse stato quel problema delle vertebre, per prima cosa avrebbe provato dolore e quindi l’avrei saputo, me l’avrebbe detto, ma a parte quello il suo comportamento era un comportamento normalissimo e conseguentemente lo escludo nella maniera più categorica."
Blog: "è stato l’ultimo giorno che avete potuto vederlo?"
Giovanni Cucchi: "sì, sì, è l’ultimo giorno in cui abbiamo potuto vedere Stefano, esatto. E le assicuro che, nel momento in cui l’ho rivisto, non credevo ai miei occhi: non era possibile che Stefano mi fosse stato presentato in quelle condizioni, non era possibile! Guardi, è una cosa inimmaginabile, per un padre vedere il figlio così, dopo sei giorni che chiede notizie, avere una notizia in quel modo, detta in quel modo, chiedere addirittura - è quasi una beffa! - alla dottoressa che ci è venuta a comunicare all’esterno del carcere la morte di Stefano, dice “ ma potevate chiederlo ai medici?”, ma come?! Sono cinque giorni che veniamo qui a chiedervi e non ci avete fatto entrare! Il secondo, il sabato.. il lunedì siamo andati in carcere e ci hanno fatto entrare, ci hanno preso i documenti, dopo è uscita una sovrintendente e ha detto “ no, mi dispiace, non vi possiamo fare parlare con i medici”. “ Ma guardi che vogliamo solo parlare con i medici, non è che vogliamo parlare con Stefano, vogliamo sapere il suo stato di salute”, “ no, non è possibile, perché deve arrivare il permesso”. Il permesso da dove non si sa, però dice “ guardi, tornate domani, perché domani probabilmente questo permesso sarà arrivato e quindi potrete parlare con i medici”. L’indomani siamo tornati, il piantone non ci ha neanche fatto entrare: ci ha detto soltanto “ io non so niente di questo, per parlare con i medici dovete avere il permesso del colloquio rilasciato dal giudice”. Sono andato il giorno dopo a chiedere il permesso, l’ho ottenuto e poi, il giorno dopo, sarei andato a Regina Coeli a farmelo confermare, perché lì c’è una questione di orari, non si riesce a fare tutto in una giornata. Però mentre tornavo per.. mentre andavo per chiedere questo permesso mia moglie mi ha comunicato che Stefano era morto. Siamo andati a informarci sul perché Stefano è morto e non ci hanno dato nessuna scheda ufficiale, ci hanno solo comunicato verbalmente queste testuali parole: “ si è spento, aveva un lenzuolo sempre sulla faccia, non voleva mangiare, non si voleva nutrire e non voleva le flebo , praticamente si è spento”. Siamo rimasti esterrefatti, allibiti, anche loro vedevo che tutto sommato erano imbarazzati nel rispondere: ci hanno comunicato questo, nessun documento ufficiale, soltanto questa affermazione, 'si è spento'."
Blog: "che ragazzo era Stefano?"
Giovanni Cucchi: "era un ragazzo normale, pieno di vita, allegro, determinato, volenteroso, lavorava, faceva il geometra, aveva tanti progetti, tante ambizioni e ogni tanto me le confidava. Insomma, era un ragazzo che stava in progressione, stava nel pieno assolutamente, era un ragazzo.. ma poi, tra l’altro, aveva un carattere veramente da amico, da amicone, era amico con tutti, voglio dire, non poteva fare la fine ...assolutamente, non poteva fare una fine così, guardi, non mi rassegno a che Stefano abbia fatto una fine del genere, non se lo meritava nella maniera più assoluta, non se lo meritava!"
Blog: "e adesso che cosa vi aspettate?"
Giovanni Cucchi: "ci aspettiamo che si faccia chiarezza, che ci dicano quello che non hanno potuto dirci prima, che ci spieghino con esattezza quello che è avvenuto e i motivi delle percosse, i motivi della morte con precisione: finora c’è stato il nulla, adesso vogliamo sapere tutto!"
Blog: "cosa è disposto a fare per ottenere questo?"
Giovanni Cucchi: "tutto, fino all’ultima goccia di sangue, fino all’ultima goccia di vita io e mia moglie ci batteremo perché si faccia chiarezza su mio figlio!"

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ragazzi se vedete le foto è una cosa allucinante (era un ragazzo magro ma..)..............................
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jaquelinho87
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 10:27
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Gato Lopez
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BASTARDI senza appello.

stesso avvocato di Federico, ci credo... direi che è ampiamente paragonabile...

le foto le ho viste anch'io... è incredibile... ci definiamo un paese civile... invece è pieno fascismo...


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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
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Ah l'uomo che se ne va sicuro,
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stampa sopra uno scalcinato muro!
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Nitrovoice
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 10:48
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E secondo voi chi sono i responsabili?
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jaquelinho87
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 10:55
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i carabinieri / gestori del carcere.

insomma, coloro i quali non hanno fatto la dovuta attenzione alla sua vita!

se le sarà mica fatte da solo quelle ferite...


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Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 11:02
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Ma ci sei mai stato in un carcere?
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jaquelinho87
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 11:05
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direi di no, ma sono sicuro che anche dentro un carcere dovrebbe esserci un minimo di umanità.

scusami: se stai per caso dicendo che, essendo un carcere, si può picchiare deliberatamente un detenuto, allora stai dicendo una cosa gravissima!

p.s: è un legittimo sospetto, eh, sia chiaro... io sono un noto paranoico e a volte prendo frasi per sentenze (e tu ne sei un esperto)..


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Nitrovoice
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 11:40
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Assolutamente no...non dico questo.
Dico, piuttosto, che la realtà delle carceri è lontana anni luce da quello che noi immaginiamo o che sottoforma di leggende metropolitane ci viene detto.

Affermo queste cose, in quanto più volte, per lavoro sono stato in carcere e ti posso dire che lì le regole sono, purtroppo, ben diverse da quelle che si applicano al di fuori.

Mi sento di affermare, però, che le violenze ai danni del povero Stefano sono state messe in atto, sicuramente, da qualche altro detenuto.
si sarà trovato nella cella sbagliata al momento sbagliato.

E ti posso anche assicurare che controllare un intero carcere nelle ore notturne specialmente non è cosa facile, anche perchè i detenuti sanno come fare tutto senza farsi beccare.

Piuttosto si può parlare del perchè Stefano non abbia avuto i domiciliari o del perchè non si sia data alla famiglia la possibilità di stargli vicino...e al riguardo ti spiego:

I Giudici in Italia dovrebbero essere sottoposti solamente alla legge, ma ti posso assuicurare che putroppo non è così.
Agli stessi è lasciata un'ampia discrezionalità e ciò comporta che spesso accade di vedere per casi simili provvedimenti diversi.
La custodia cautelare (che sia in carcere o ai domiciliari) in Italia è applicabile solo per tre motivi (deve sussisterne almeno uno):
1. Pericolo di fuga;
2. Pericolo di reiterazione del reato;
3. Pericolo di inquinamento probatorio.
Adesso occorrerebbe sapere quale di queste tre condizioni il GIP ha ritenuto sussistere nel caso di Stefano, ma ti posso dire che sulla sussistenza o meno di una delle tre o sull'applicazione del regime carcerario o domiciliare solo lui può decidere NELLA PIENA DISCREZIONALITA'.
Se il GIP di turno fosse stato quel giorno un altro, magari la decisione sarebbe stata diversa e non saremmo nemmeno qui a discuterne.

In carcere poi sarà successo il peggio ed il GIP si sarà sentito parzialmente responsabile dell'accaduto forse anche a causa di una decisione che riteneva essere particolarmente gravosa (ma magari presa in un giorno in cui aveva litigato con la moglie o aveva problemi intestinali o aveva perso la sua squadra del cuore - perchè loro decidono così te lo assicuro).
E in seguito ha SEMPRE LUI (perchè per il principio del giudice unico questo non si può cambiare) ha negato il permesso ai familiari di far visita a Stefano, per prima curarlo delle ferite ed evitare problemi e, poi, la situazione sarà sfuggita di mano e così via.

Allora il problema sta nel cercare di riformare questo sitema giudiziario che vede nei giudici gli unici titolari di ogni potere (noi avvocati possiamo fare ben poco) e li rende i Padreterni delle aule di giustizia.

Ma chi ci ha provato a modificare qualcosa è stato attaccato politicamente da tutte le parti.

Lezione di Procedura penale by Nitro.
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alamierda84
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 14:14
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la famiglia di stefano ha il diritto di sapere chi l'ha ridotto cosi e chi l'ha praticamente ucciso.

tutte le manfrine fatte dal carcere o da chi doveva rendere conto alla famiglia le han volute perchè non vogliono dire la verità...se no perchè?

da come le hai descritte nitro, le carceri sembrano il far west e non penso sia comunque bello...anche perchè dico sinceramente che un pedofilo o uno stupratore due botte se le merita anche ma questo ragazzo se non ho capito male bisognava aiutarlo da un problema e basta non lasciarlo in mano agli altri pazzi del carcere se sono stati loro e comunque in assoluto che ci stanno a fare le guardie? (parlo in assoluto poi che non riescano a controllare beh allora bisognerebbe pensarci prima di condannare le persone e allora andiamo sui giudici ma te ne intedi piu' te) boh...... se sono state invece le guardie...dovrebbero loro marcire in carcere.

mi chiedo però al carcere che gliene freghi di difendere o non dire la verità su gli altri carcerati...al massimo possono fare una figura di merda le guardie....invece se fossero state le guardie occultamento bello e buono.
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jaquelinho87
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 14:19
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Gato Lopez
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grazie nitro per la precisazione, molto bene.

comunque non è normale morire così... può darsi anche che il compagno di cella l'abbia preso a mazzate, ma la famiglia credo abbia tutto il diritto di sapere cosa è successo e perché...

comunque i giudici che faranno questo processo (perché mi sa che andrà a finire lì la storia) non avranno tempo per decisioni della domenica, sarà un corso lungo e intenso...


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QUOTE (Nitrovoice @ Venerdì, 30-Ott-2009, 12:40)

Mi sento di affermare, però, che le violenze ai danni del povero Stefano sono state messe in atto, sicuramente, da qualche altro detenuto.

Nitro... o conosci pochi poliziotti, o giù da te le cose sono diverse, o sei in malafede.
Perchè io ho sentito cose mooolto diverse e non mi azzarderei MAI a dire "sicuramente", quando si tratta di fatti come questi.
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Manu
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QUOTE (TanK @ Venerdì, 30-Ott-2009, 16:21)
QUOTE (Nitrovoice @ Venerdì, 30-Ott-2009, 12:40)

Mi sento di affermare, però, che le violenze ai danni del povero Stefano sono state messe in atto, sicuramente, da qualche altro detenuto.

Nitro... o conosci pochi poliziotti, o giù da te le cose sono diverse, o sei in malafede.
Perchè io ho sentito cose mooolto diverse e non mi azzarderei MAI a dire "sicuramente", quando si tratta di fatti come questi.

In effetti non è una teoria da escludere completamente.
Ma sono i gestori del carcere i responsabili di dove mettono la gente in cella, e sono anni che non si sente parlare di pedofili o stupratori morti in carcere, quindi anche se questa ipotesi fosse vera la colpa sarebbe solo di queste persone.
Sicuramente comunque questo fatto dimostra che il sistema giudiziario italiano ha delle gravissime pecche, perchè se i pentiti di mafia in carcere stanno meglio di quando sono latitanti non è possibile che un ragazzo che vendeva pasticche faccia una fine del genere senza che nessuno, nessuno abbia fatto niente per aiutarlo!
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alamierda84
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 17:17
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che poi perchè tutte le ultime volte che ho sentito di episodi simili (appurati o sui quali si tentenna a dire la verità).. ci van di mezzo sempre ragazzi o adulti che hanno a che fare con droga o semplicemente coltivavano o avevano assunto qualcosa? (bianzino, aldrovandi per fare due nomi)
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TanK
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 17:33
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Già, questa cosa è strana.
Eppure lo stato non dovrebbe avercela in modo particolare con chi si droga o spaccia
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L'unica ipotesi che mi pare probabile è che i fisici di questi ragazzi siano un po' debilitati dalla droga e quindi non reggano gli "interrogatori" degli sbirri. Oppure che i ragazzi non abbiano capito quando devono stare zitti e abbiano provocato troppo chi li minacciava, facendo una brutta fine.
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alamierda84
Inviato il: Venerdì, 30-Ott-2009, 17:44
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Pm indaga per omicidio preterintenzionale

ROMA - Omicidio preterintenzionale. E' il reato ipotizzato dalla procura di Roma nell'ambito della morte del detenuto Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre scorso nel reparto penitenziario dell'ospedale Sandro Pertini. Il pm Vincenzo Barba, titolare degli accertamenti procede, per il momento, contro ignoti. Alla base della configurazione dell'ipotesi di reato la tipologia delle lesioni riscontrate sulla salma. Verificare se Cucchi abbia subito lesioni, chi gliele ha procurate e se queste abbiano provocato la morte del detenuto: sono questi gli interrogativi ai quali il magistrato intende dare risposte. Per questo sono già stati sentiti come testimoni alcuni carabinieri della stazione Appio-Claudio in cui Cucchi passò, in una cella di sicurezza, la prima notte, quella tra il 15 ed il 16 ottobre scorsi, in seguito al fermo per detenzione di sostanze stupefacenti. Già sentiti anche alcuni agenti di polizia penitenziaria. Altri dovranno essere sentiti, compreso l'uomo al quale Cucchi cedette l'hashish prima di essere fermato. Il pm Barba attende inoltre l'esito dell'autopsia sull'uomo di 31 anni.

BERSANI: CHIAREZZA SU FATTO SCONVOLGENTE - "Qui ci vuole una parola chiara; il fatto che sta emergendo ha contorni sconvolgenti". Così Pier Luigi Bersani, al termine di un incontro con i leader della Sinistra radicale, ha commentato la morte di Stefano Cucchi.

LA RUSSA: CARABINIERI CORRETTI - Sulla vicenda di Stefano Cucchi, il detenuto morto in ospedale alcuni giorni dopo l'arresto, il ministro della Difesa Ignazio La Russa non ha "strumenti" per dire come sono andate le cose, ma di una cosa, dice, è "certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione". "Non c'é dubbio che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo - dice La Russa a Radio Radicale - ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri come forze di polizia, quindi al ministero dell'Interno, dall'altro al ministero della Giustizia. Quindi non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione".

GARANTE LAZIO: ACCERTARE OGNI PASSAGGIO - "Penso si debba soltanto aspettare l'esito dell'autopsia, che sarà già stato acquisito. L'esame autoptico è fondamentale ai fini tecnici e scientifici per stabilire dove Stefano Cucchi è stato colpito e in che modo. Io continuo a pensare che sia stato colpito fuori dal carcere. E' evidente che lui è arrivato a Regina Coeli già malmesso e se é così, bisogna capire i passaggi che sono avvenuti con le forze dell'ordine". Lo ha detto il garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni a CNRmedia a proposito di Angelo Cucchi, di 31 anni, morto nel reparto detentivo dell'ospedale Pertini a Roma. Marroni ha ricordato che "indagini sono in corso per la morte sospetta di Stefano Cucchi, arrestato a Roma per possesso di marijuana, portato a Regina Coeli e pochi giorni dopo morto per cause poco chiare in ospedale. "E' stato malmenato violentemente - ha detto Marroni - Immagino che un tossicodipendente, viene arrestato, portato in un luogo di sicurezza e magari reagisce male, fa resistenza, protesta, le forze dell'ordine avranno reagito. A volte succede, purtroppo succede".

LA FAMIGLIA CHIEDE CHIAREZZA - Ieri i familiari avevano chiesto verità presentando il caso in una conferenza stampa, organizzata al Senato dal presidente di 'A buon diritto' Luigi Manconi, a cui hanno partecipato anche l'avvocato dei Cucchi Fabio Anselmo e alcuni parlamentari, tra i quali Emma Bonino, Rita Bernardini, Felice Casson e Renato Farina. Ai presenti sono state distribuite anche le foto del corpo, immagini "drammaticamente eloquenti - ha spiegato Manconi - che danno l'idea del calvario passato da questo corpo". Che agli occhi dei genitori si è presentato, secondo la ricostruzione, con il volto tumefatto, un occhio rientrato, la mascella fratturata e la dentatura rovinata. "L'atto di morte è stato acquisito dal pm - ha spiegato il legale - per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall'agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, che possono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui è difficile sapere quando e soprattutto come è morto". Stefano, a quanto conferma il legale, soffriva di epilessia.

libero
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Nitrovoice
Inviato il: Lunedì, 02-Nov-2009, 14:43
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Rude Lawyer
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QUOTE (TanK @ Venerdì, 30-Ott-2009, 16:21)
QUOTE (Nitrovoice @ Venerdì, 30-Ott-2009, 12:40)

Mi sento di affermare, però, che le violenze ai danni del povero Stefano sono state messe in atto, sicuramente, da qualche altro detenuto.

Nitro... o conosci pochi poliziotti, o giù da te le cose sono diverse, o sei in malafede.
Perchè io ho sentito cose mooolto diverse e non mi azzarderei MAI a dire "sicuramente", quando si tratta di fatti come questi.

Infatti...tu hai sentito...io ho visto e SO!!
Naturalmente non si può parlare di verità assoluta, questo è sicuro!!
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