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> Berlusconi, L'illegalità al potere
 
alamierda84
Inviato il: Lunedì, 14-Nov-2011, 10:23
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sentite le perle da dimissionario:

GOVERNO
Berlusconi al contrattacco con videomessaggio
"L'ho fatto per generosità, ora unità e riforme"
Per l'ex premier è il giorno dell'orgoglio: in una dichiarazione in tv assicura: "Raddoppierò sforzi per cambiare Italia, io ho portato alternanza e stabilità. Ho cambiato la storia del Paese". E sulle dimissioni: "Atto responsabile, triste per insulti piazza". E in una lettera a Storace rivendica il ruolo e i risultati del suo governo e si augura di tornare presto a palazzo Chigi con l'appoggio della Destra

ROMA - Nel day after delle dimissioni, con l'avvio della nuova fase Monti e l'inizio delle consultazioni al Quirinale, Silvio Berlusconi tenta di riprendersi la scena con i consueti strumenti. Prima una lettera alla Destra di Storace con un abbozzo di "rilancio" politico, poi il colpo a sorpresa: un videomessaggio trasmesso poco dopo le 19 proprio mentre Monti si trovava al Quirinale per ricevere il mandato da Napolitano. Con lo sfondo della sala stampa di Palazzo Chigi, l'ex premier ha alternato accenti commossi - ricalcati in gran parte dal discorso della "discesa in campo" del '94 - a rivendicazioni d'orgoglio, a offerte di collaborazione con il governo Monti. "A quanti ieri hanno esultato per la mia uscita di scena dico con grande chiarezza che da domani raddoppierò il mio impegno nel Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare l'Italia. Non mi arrenderò finchè non saremo riusciti ad ammodernare l'italia, finché non saremo riusciti a liberare l'Italia dagli egoismi". Il premier è convinto di "avere ancora la fiducia del Paese" e a chi ieri sera ha giubilato per l'annuncio della sua uscita di scena replica: "Sono triste per gli insulti ricevuti da un atto di responsabiltà e generosità".

Difesa della "sovranità".
La linea è quella assunta negli ultimi giorni della crisi: un passo indietro per salvare l'Italia dal baratro legato ad attacchi esterni e a una crisi che "non è cominciata in Italia" e di cui il suo governo non è responsabile. Con un monito - alla Bce, o all'asse franco-tedesco - "Nessuno potrà portarci via sovranità. Siamo un grande Paese".

Mai sfiduciati. "Ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio per senso di responsabilità, per senso dello Stato, per evitare all'Italia un nuovo attacco dalla speculazione, e l'ho fatto senza essere mai stato sfiduciato dal Parlamento ma, anzi, avendo ottenuto la fiducia più volte da Camera e Senato".

"Amore per l'Italia". 'Abbiamo messo a punto la legge di stabilità in tempi record. Abbiamo onorato la fiducia che gli elettori ci hanno dato nel 2008. Mi sono dimesso per senso di responsabilità, per senso dello Stato, per evitare un nuovo attacco della speculazione finanziaria. Non sono mai stato sfiduciato, pur contando sulla maggioranza sia alla Camera e al Senato". Berlusconi ha ricordato il video messaggio della sua discesa in campo: "Al credo politico del '94 non sono mai venuto meno, fu quella una dichiarazione d'amore per l'Italia. La mia discesa in campo ha cambiato il Paese. Quell'amore e quella passione sono immutate per l'Italia".

Noi e Monti. "Non esiste un'alternativa politica al nostro governo - ha avvertio Berlusconi - ma al tempo stesso siamo pronti a favorire gli sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di profilo tecnico". "Noi faremo il nostro dovere".

La lettera a Storace. Un fiume di parole, e qualche stoccata verso Gianfranco Fini. E poi, ragionamenti sul ruolo e i meriti del governo appena caduto e la speranza di tornare presto a palazzo Chigi. E' il contenuto della lettera che il premier dimissionario ha inviato al leader della Destra Francesco Storace. "C'è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariata dalle oligarchie di partito abituate a gestire in proprio la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto", scrive Berlusconi. L'ex premier poi invita la Destra di Storace a rafforzare il sodalizio col Pdl, per una futura alleanza di governo: "La Destra rappresenta per noi un alleato prezioso", sottolinea Berlusconi, che si dice convinto che la formazione politica di Storace "rappresenti una forza popolare determinante per il futuro del centrodestra e per la futura governabilità del Paese". "Condivido il vostro spirito e mi auguro di riprendere insieme a voi il cammino di governo", c'è scritto ancora nella lettera.

"Fini, peccato originale". Berlusconi sottolinea particolarmente il ruolo della 'diaspora' guidata da Gianfranco Fini nell'evolversi del suo periodo di governo. La "fronda" della componente finiana è stato il "peccato originale" che ha minato "il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene", scrive il premier dimissionario, con malcelato rancore.

(13 novembre 2011)
repubblica
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