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Panda
Inviato il: Lunedì, 26-Apr-2010, 21:29
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Obrero
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Nel caso vogliate firmare per il Nobel per la Pace a Gino Strada...

E' tutto qui:
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alamierda84
Inviato il: Mercoledì, 28-Apr-2010, 17:05
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non ho avuto tempo di cercare bene...ma mi pare di aver letto che sono stati liberate 5 delle 6 persone afgane accusate..


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Cinque dei sei operatori afgani di Emergency arrestati il 10 aprile scorso nell’ospedale di Lashkar-Gah insieme a Matteo Pagani, Matteo Dell’Aira e Marco Garatti, sono stati rilasciati oggi. Lo rende noto l’organizzazione umanitaria. Il sesto operatore afgano resta in carcere.

I cinque operatori, rende noto Emergency, sono stati rilasciati per mancanza di prove a loro carico. Si tratta di due addetti alla sicurezza, due autisti e un giardiniere che lavoravano presso l’ospedale di Emergency. Rimane in stato di fermo, invece, un dipendente afgano dell’ospedale sul quale proseguono le indagini.

Fonte:
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Messaggio modificato da alamierda84 il Mercoledì, 28-Apr-2010, 21:54
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alamierda84
Inviato il: Giovedì, 22-Lug-2010, 13:41
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21/07/2010
A 100 giorni dalla chiusura dell'ospedale Lashkar-gah

Emergency: le trattative per la riapertura dell'ospedale sequestrato, le condizioni inaccettabili del governo della regione

Emergency, con questo comunicato rende noto a che punto sono le trattativer per la riapertura dell'ospedale di Lashkargah, le condizioni poste dal governo della regione, il bisogno estremo che hanno i tanti feriti di ritrovare aperte le strutture sanitarie della Ong. Questo il testo del comunicato diffuso da Emergency.

"Lo scorso 10 aprile l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah è stato chiuso in seguito all'irruzione di uomini della polizia e dei servizi di sicurezza afgani e di militari britannici e al prelevamento di membri dello staff di Emergency, rilasciati dopo alcuni giorni perché "completamente innocenti".

L'ospedale di Emergency era l'unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità in tutta la provincia di Helmand.

Da quando l'ospedale è stato chiuso, nel nostro Centro chirurgico di Kabul abbiamo ricoverato numerosi pazienti provenienti dalla regione - soprattutto vittime di mine, di bombe e pallottole - che si sono sobbarcati un intero giorno di viaggio lungo una delle strade più pericolose del paese in cerca di cure.

Sappiamo che a fronte di questi pazienti, sono moltissimi i feriti che non possono ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno.

Proprio perché conosciamo i bisogni della popolazione, l'inadeguatezza e l'estrema carenza dell'assistenza sanitaria disponibile in loco, stiamo lavorando per riaprire al più presto l'ospedale di Lashkar-gah.

Abbiamo riscontrato la disponibilità delle autorità centrali alla riapertura e abbiamo avuto conferma del loro apprezzamento per il nostro lavoro.

Restano però inaccettabili le condizioni poste dal Governatore di Lashkar-gah, che vincola la riapertura alla presenza di militari afgani intorno all'ospedale e al passaggio del controllo delle attività dell'ospedale al ministero della Sanità locale.

Emergency è costretta a rifiutare queste condizioni per due ragioni.

Emergency costruisce e gestisce ospedali. Un ospedale è un luogo di cura: Emergency tornerà a Lashkar-gah solo se il suo ospedale potrà tornare a essere un luogo "ospitale" per tutti, dove si cura chi ne ha bisogno, senza discriminazioni, in base all'etica della professione medica e ai principi delle convenzioni internazionali per l'assistenza ai feriti di guerra. La presenza di militari armati all'esterno dell'ospedale viola il principio di neutralità e limita l'accesso al Centro dei feriti.

In 11 anni di lavoro in Afganistan, inoltre, Emergency ha potuto verificare che il ministero della Sanità locale non è ancora in grado di farsi carico dei bisogni della popolazione.

Per questa ragione, in questi anni Emergency ha costruito nel paese 3 centri chirurgici, un centro di maternità e 28 posti di primo soccorso e ha formato infermieri, medici e chirurghi in osservanza delle leggi locali e in spirito di collaborazione con le autorità (con cui, ad esempio, si sono concordati programmi di training del personale afgano), ma nella completa autonomia gestionale e operativa.

Se Emergency accettasse le condizioni poste dal governatore, il suo ruolo sarebbe limitato a mero finanziatore del progetto; abbiamo invece la certezza di poter continuare a essere molto più di una banca per l'Afganistan e la sua popolazione: fornendo cure efficaci e gratuite in risposta ai bisogni disattesi dei malati, formando personale locale, proponendo un modello di intervento umanitario, basato sulla professionalità, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà tra esseri umani".
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alamierda84
Inviato il: Martedì, 17-Ago-2010, 23:31
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non so se lo sapevate:

02/08/10 - Emergency riapre l'ospedale di Lashkar-gah

Giovedì 29 luglio, il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah ha riaperto i battenti.

Un team composto da un chirurgo, due infermieri e un logista internazionali e da 140 afgani, tra personale medico, amministrativo e ausiliario ha ripreso possesso della struttura, ancora sigillata dopo la chiusura avvenuta lo scorso 10 aprile.

Una delegazione di Emergency, guidata da Gino Strada, aveva incontrato lo scorso lunedì il Governatore della regione di Helmand per verificare le possibilità di riapertura.

Nei mesi scorsi, il Governatore aveva vincolato la ripresa delle attività ad alcune condizioni, tra le quali la presenza di militari afgani intorno all'ospedale e il passaggio della gestione dell'ospedale al ministero della Sanità locale.

Emergency era stata costretta a rifiutare queste condizioni che erano in evidente contraddizione con il suo mandato. “Abbiamo fatto le nostre richieste al Governatore di Lashkar-gah" ha detto Gino Strada "tra le quali il libero accesso per tutti i feriti alla struttura e che l'ospedale debba essere rispettato da tutti. Così come deve essere per sua natura: un luogo neutrale dove non si esercita violenza. Abbiamo ribadito che è impensabile che un ospedale sia sotto il controllo di una forza militare e che l'accesso alle cure sia filtrato da qualcuno. Su queste cose il Governatore ha detto che si trova d'accordo. Quindi possiamo ricominciare”.

Il Governatore ha inoltre assicurato che Emergency continuerà a poter condurre in autonomia le attività dell’ospedale, sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista gestionale.

Sulla decisione hanno influito le continue sollecitazioni della società civile afgana. Da quando il Centro di Emergency a Lashkar-gah era stato chiuso, la popolazione locale aveva perso un luogo di cura fondamentale: l’ospedale era infatti l’unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità in tutta la provincia di Helmand.

La delegazione di Emergency aveva incontrato nei giorni scorsi il Consiglio provinciale che aveva manifestato gratitudine e stima per il lavoro dell’organizzazione, rinnovandole il suo sostegno.

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9° Incontro nazionale

Oltre 20 mila presenze in sei giorni: nel 2009 l'8° Incontro Nazionale dei volontari di Emergency si è chiuso con una partecipazione calorosa ed emozionante.
Nel 2010 vogliamo ripetere questa esperienza straordinaria.

Dal 7 al 12 settembre, rinnoviamo il nostro appuntamento a Firenze per il 9° Incontro Nazionale di Emergency: incontri, mostre fotografiche, spettacoli e conferenze per raccontare Emergency.

Sei giorni per stare insieme - volontari, sostenitori, personale medico, amici e simpatizzanti -, per vedere, capire e confrontarsi.

Filosofi, giornalisti, intellettuali, scrittori, artisti e musicisti sono nuovamente chiamati a raccolta per discutere del lavoro di Emergency e soprattutto dei valori e dei principi che lo ispirano.
Parleremo di guerra, ma anche di salute, uguaglianza, democrazia, informazione; parleremo non solo del "cosa", ma anche e soprattutto del "come" e del "perché“


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Dall'11 al 31 ottobre puoi donare 2 euro a Emergency inviando un SMS al numero 45506 dal tuo telefonino personale - per i clienti TIM, VODAFONE, WIND, 3 e COOPVOCE - o chiamando allo stesso numero da rete fissa TELECOM ITALIA.

C'è un paese in Africa, la Sierra Leone, che ancora soffre gli effetti di una guerra combattuta oltre dieci anni fa, dove 3/4 della popolazione vivono con meno di 2 euro al giorno, la vita media è di 40 anni e un bambino su tre è denutrito.
Qui 10 anni fa EMERGENCY ha aperto un ospedale che ha offerto cure gratuite a più di 300.000 persone. I pazienti aumentano e ora l'ospedale ha bisogno di crescere con 3 nuove sale operatorie, un nuovo reparto di terapia intensiva, un nuovo pronto soccorso, una foresteria per i parenti dei pazienti lungodegenti...

Se vuoi che questa nostra storia continui, hai tutti i numeri per farlo: 45506


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Emergency lascia la Libia "Le bombe non proteggono i civili"

Il drammatico comunicato dalla associazione umanitaria: "A Misurata continua il massacro fino alle porte del nostro ospedale. I malati sono un bersaglio". "La decisione del governo Berlusconi precipita il Paese in una nuova spirale di violenza"
MISURATA - Il comunicato è durissimo e drammatico. Il messaggio chiarissimo: "Le bombe non proteggono i civili", fino a far diventare gli stessi malati (e i medici che li curano) "un obiettivo della guerra". E si conclude con l'amara decisione di Emergency 1 di abbandonare la Libia e riparare a Malta, "in attesa di poter tornare". Ma conviene lasciare la parola al comunicato dell'associazione, emanato nella tarda serata del 25 aprile, che fa il punto della situazione umanitaria in Libia.

L'accusa al governo italiano. "Il governo italiano - scrive Emergency - continua a delinquere contro la Costituzione e sceglie la data del 25 aprile per precipitare il Paese in una nuova spirale di violenza. Le bombe non sono uno strumento per proteggere i civili: infatti non sono servite a proteggere la popolazione di Misurata. La città di Misurata, assediata e bombardata da oltre due mesi, nelle ultime 24 ore ha vissuto sotto pesantissimi attacchi che hanno raso al suolo quartieri densamente popolati, anche per l'impiego di missili balistici a medio raggio".

Pagano solo i civili. "Ancora una volta a farne le spese è la popolazione civile. Tra sabato e domenica, sono arrivati all'ospedale Hikmat, dove dal 10 aprile lavorava il team chirurgico di Emergency, duecento feriti e oltre sessanta morti. Negli ultimi giorni i combattimenti sono arrivati alle porte dell'ospedale. L'ospedale, i suoi pazienti e i medici che li curano sono diventati un bersaglio della guerra. Per questa ragione lunedì 25 aprile la direzione sanitaria ci ha dato l'ordine di evacuare. I sette membri del team di Emergency sono in questo momento in viaggio verso Malta in attesa di poter riprendere l'intervento umanitario in Libia".

La faccia della guerra. "Misurata dimostra ancora una volta la vera faccia della guerra. I civili e il personale umanitario sono privi di qualunque protezione. Emergency chiede all'Onu di negoziare un cessate il fuoco e garantire un corridoio umanitario per soccorrere la popolazione civile".


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Non so se lo sapete, ma il 14 agosto è stato sequestrato un logista di Emergency a Nyala, in Darfur.
Sono passate due settimane e ancora non si sa niente ..

"A 4 giorni dal rapimento dell’operatore di EMERGENCY Francesco Azzarà a Nyala, capitale del Sud Darfur, non è ancora pervenuta alcuna rivendicazione né alcuna richiesta di riscatto, contrariamente a quanto riportato mercoledì da alcuni quotidiani italiani. Francesco, logista del nostro Centro pediatrico a Nyala, è stato prelevato il 14 agosto mentre si trovava in auto, diretto verso l'aeroporto della città."

"Sono passate due settimane dal rapimento di Francesco Azzarà, il logista di Emergency sequestrato a Nyala, in Darfur, il 14 agosto scorso.

Da allora non se ne hanno notizie.

Dopo un iniziale periodo di riserbo, d’accordo con la famiglia Emergency ritiene che sia il momento di rinnovare l’attenzione su Francesco e chiede ai cittadini, ai media e alle istituzioni italiane di mobilitarsi per la sua liberazione, esponendo la foto di Francesco sui palazzi delle istituzioni, partecipando e rilanciando le iniziative che Emergency organizzerà."

(Questi due pezzi scritti tra virgolette provengono dalla pagina ufficiale di Emergency su facebook. Li trovate anche su Peacereporter!)


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alamierda84
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si qualcosina avevo letto....
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Panda
Inviato il: Lunedì, 29-Ago-2011, 16:59
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sul Municipio di Torino è stata appesa la foto quest'oggi.

Speriamo che questa storia finisca bene!


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Un mare di gente
a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E' tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca
c'è aria di festa.

Peppino Impastato
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