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> GENOVA 2001, Argomento hot!
 
alamierda84
  Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 17:52
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UN MORTO, 220000 manifestanti, 331 feriti, 280 arresti, 100 persone espulse dall'Italia, 16 giornalisti ricoverati in ospedale, 2500 quelli regolarmente accreditati, 30000 macchine fotografiche ed altrettante videocamere. Questo il bilancio più o meno ufficiale sulla manifestazione del G8, che si è svolta a Genova, il 19/20/21 luglio e che è costata circa 150 miliradi. Mentre i rappresentanti dei sette paesi più industrializzati della terra e la Russia si riunivano a Palazzo Ducale per discutere su ipotetici provvedimenti per arginare la povertà e la fame nel mondo, per le strade della città si combatteva una cruenta battaglia tra le forze dell'ordine e le frange più estremiste dei contestatori anti-g8. Tra queste, la neonata frangia dei black bloc, nome affibiato dai servizi segreti italiani per rappresentare gli elementi più eversivi e violenti della manifestazione.Sui black bloc si sa ancora molto poco e soprattutto non si capisce come mai le forze dell'ordine non siano riuscite a contrastarli e bloccarli. Nella maggior parte dei casi i black bloc sono stati lasciati liberi di agire, con le forze dell'ordine presenti che stavano a guardare.

Argomento ampissimo e che mi ha colpito tantissimo. Ho un sacco di materiale video.

A voi el considerazioni.
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 17:57
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Un morto, 560 feriti, 301 arrestati o fermati, circa 50 miliardi di danni: ecco le cifre del "G8" parallelo che è andato in scena sulle strade di Genova da venerdì 20 a domenica 22 luglio (vedi cronologia). Tre giorni di discussioni per i grandi della terra, tre giorni segnati in maniera tragica dalla violenza degli estremisti, dalla reazione rabbiosa e in troppi casi "sopra le righe" da parte della polizia e dei carabinieri e soprattutto dall'uccisione di uno dei contestatori, un ragazzo di 23 anni, Carlo Giuliani. Erano 24 anni che in Italia non c'erano vittime di scontri di piazza: dall'uccisione di Giorgiana Masi, il 12 maggio 1977 a Roma. Dopo la morte di Giuliani, le decisioni degli otto grandi vengono travolte dagli scontri di piazza e dalle durissime polemiche che seguono, con gli scambi di accuse tra il Genoa Social Forum e il Governo, e la perquisizione notturna e gli arresti presso la sede del Gsf. Nei giorni seguenti a fare il giro del mondo non sono solo le immagini delle violenze inaccettabili degli estremisti dei Black Bloc (le cosiddette tute nere), ma anche le immagini, i video e le testimonianze sulle violenze fisiche e verbali compiute da parte di alcuni elementi delle forze dell'ordine contro manifestanti pacifici, in particolare nella caserma di Bolzaneto. Il Viminale e la Procura di Genova aprono varie inchieste, il Parlamento nomina una commissione d'indagine e da varie parti (il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Amnesty International, la stampa mondiale, la federazione dei giornalisti, le opposizioni) si chiede di "fare piena luce" sulle vicende di Genova. E intanto il movimento dei No Global s'interroga sul futuro e dopo gli attentati in Usa, condanna duramente i terroristi e si schiera per la pace.


Pian piano aggiungo roba
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 17:58
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18 luglio

L'anti G8 inizia nel modo migliore mercoledì notte con il concerto di Manu Chao: sono in ventimila a ballare e saltare con l'ex leader della Mano Negra.

19 luglio

Giovedì sfila il primo corteo degli anti-global con la manifestazione dei migranti. La marcia di cinquantamila persone si snoda per Genova senza problemi di ordine pubblico. Il Gsf incassa il successo, ma dal giorno dopo lo scenario e i commenti cambiano bruscamente.

20 luglio

Venerdì all'ora di pranzo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riceve i leader a Palazzo Ducale. Negli stessi minuti iniziano in città gli incidenti. A provocarli sono i black block, le Tute nere, che si muovono ai margini del movimento pacifista con l'unico obbiettivo di creare disordini. Non sono moltissimi, ma riescono nell'intento: dal primo Bancomat mandato in frantumi, Genova non sarà più la stessa.
Dentro la cittadella blidanta i grandi parlano di economia e lotta all'Aids, fuori è il caos. Le tute bianche e i militanti del Gsf marciano verso la zona rossa (in quattro riusciranno anche ad entrare) lungo le strade devastate dal passaggio degli anarchici. La tensione è alta, la situazione ormai fuori controllo. La polizia carica con durezza, si scontra anche con le tute bianche, che accuseranno di aver subito una vera e propria imboscata. In periferia i black bloc sfasciano tutto quello che trovano, assaltano anche il carcere di Marassi. Poco prima delle 18, alle 17.57, le agenzie battono la notizia: "C'è un ragazzo morto in piazza Alimonda". La notizia è confermata: in terra resta Carlo Giuliani, 23 anni di Roma ma residente a Genova, figlio di un ex sindacalista Cgil (ma l'identificazione arriva solo in tarda serata). A colpirlo a morte un carabiniere di vent'anni, assediato dentro una jeep assieme ad altri militari.

21 luglio

Il Gsf decide comunque di scendere in piazza sabato per manifestare in maniera pacifica contro l'oppressione della polizia. L'illusione di un corteo tranquillo dura poco: i black bloc ricompaiono, il servizio d'ordine dei militanti di Rifondazione e dei centri sociali non riesce a isolare i violenti. La manifestazione si trova stretta tra le cariche delle forze dell'ordine e la furia delle tute nere. La guerriglia si estende a tutta la città, il bilancio è pesante: altre centinaia di feriti, altre centinaia di arresti. Il leader dei centri sociali del Nordest, Casarini accusa: "Ci sono infiltrati della polizia nei cortei, abbiamo le prove".
Ma non è finita, nella notte la polizia fa irruzione in due scuole che ospitano il centro stampa del Gsf e un dormitorio dei contestatori. Il blitz porta a 93 fermati e 66 feriti e porta soprattutto uno scambio di accuse violentissimo tra forze dell'ordine e Gsf (dei 93 fermati, 15 sono stati rilasciati subito, per 10 sono stati confermati gli arresti ma sono stati subito scarcerati e per 66 i gip hanno ritenuto che non vi erano neanche i presupposti per procedere al loro arresto; soltanto per uno dei fermati alla ex Diaz è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere). Vittorio Agnoletto e gli altri parlano di "massacro, di pestaggio indiscriminato, di violenze senza senso e distruzioni". Le forze dell'ordine ribattono che "era una perquisizione per individuare black bloc nascosti nella scuola" e che "un agente è stato colpito da una coltellata". Molti dei fermati sono condotti alla caserma di Bolzaneto, dove si verificano episodi di violenza nei loro confronti da parte di elementi delle forze dell'ordine.

22 luglio

Il vertice ufficiale si chiude alle 12 di domenica con la foto ufficiale: i grandi varano un comunicato finale con il quale si impegnano a lottare contro la povertà e l'inquinamento (anche se sul vertice di Kyoto non c'è accordo), il presidente russo Putin e il suo collega statunitense Bush parlano di scudo spaziale e "fanno passi avanti".
Il premier canadese Jean Chretien annuncia che il prossimo vertice si svolgerà a Kananaskis, un paesino di montagna nella provincia di Alberta. Il G8 finisce con i portavoce del Gsf che ribadiscono le accuse alla polizia e al governo, che replicano con altre contro accuse.

( notizie tratte dal dossier di www.repubblica.it )
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 21:41
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El pasado 20 de julio del año 2001
Fue brutalmente asesinado nuestro compañero carlos giuliani
Por la policia fascista italiana
Solamente por revindicar un reparto mas equitativo de la economia mundial
Solamente por adquirir conciencia,
Solamente por poner voz a la "sin voz"
Solamente por pensar...

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Nitrovoice
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 21:58
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"A colpirlo a morte un carabiniere di vent'anni, assediato dentro una jeep assieme ad altri militari."

Non dico altro...avrei voluto vedere Voi al suo posto.
ABBASSO LE INUTILI SANTIFICAZIONI!!
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 22:07
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aprendo questo post mi piacerebbe discutere + di tutto il contesto di quello che è successo in quei giorni e nn solo specificatamente dell'assassinio di carlo.

sn d'accordo con te ma ti porto delle considerazioni:
-la jeep poteva benissimo andarsene e nn rimanere li.
-capisco la situazione del carabiniere ma nn capisco il motivo di sparargli in faccia quando poteva sparare dei colpi in aria e allontanare la folla.
-si dice che a sparare può anche nn essere stato placanica ma un agente + esperto e di elevato grado e il placanica usato solo come capro espiatorio.
-al situazione di piazza alimonda se creata xchè la polizia ha caricato il corteo pacifico senza alcun motivo e barando gli accordi. è ovvio che delle persone nn armate venendo provocate han poi risposto facendo guerriglia.


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Nitrovoice
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 22:15
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Si infatti...ogni volta che mi provocano, io, infatti, faccio partir una guerriglia. Ma per favore....!!

Comunque mi chiamo fuori da questa discussione, se le altre volte me la sono cavata, stavolta m'ammazzate, (poi intitoleranno a me una stanza del quirinale).

Discutetene fra di Voi che siete tutti sicuramente d'accordo!!

Saluti!!
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 22:17
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A oltre due anni dai “fatti di Genova”, ancora ci si interroga sul significato che quelle vicende hanno avuto per la storia del nostro paese e non solo del nostro. Ci si interroga sulla funzione che hanno avuto e sull’eredità che ci hanno lasciata.
Una grande porzione della opinione pubblica internazionale giudica la contestazione genovese, e i movimenti e le idee che lì hanno dato testimonianza della loro esistenza, come tappa fondamentale, come nodo cruciale. Nel dopo G8, i movimenti che contestano la globalizzazione hanno raggiunto un momento di altissima visibilità e hanno dato vigore alla costruzione di reti di cittadini attivi che stanno immaginando, insieme, un mondo diverso. Per l’Italia, in particolare, quell’evento ha assunto un importanza peculiare: centinaia di social forum cittadini sono sorti in questi anni, dando vita ad un movimento, quello italiano, che si colloca come uno dei più massicci e creativi a livello mondiale. Questa visione politica più ampia si intreccia anche con le storie di vita personali di oltre duecentomila persone che hanno partecipato ai forum e alle attività del contro-vertice; quelle persone, uomini-donne-ragazzi-bambini-migranti-anziani-preti-operai ecc., portano dentro una ferita che fatica a rimarginarsi.
Anche chi non ha subito direttamente violenze, porta dentro un’immensa amarezza e un inestinguibile bisogno di verità. Per la maggior parte di loro, quei giorni di Luglio sono un ricordo indelebile, che li ha spinti a continuare a parlare e dibattere su quello che è accaduto e su ciò che per noi tutti ha significato. A diversi anni di distanza, si moltiplicano le pubblicazioni, i film, i documentari, le mostre che, in maniere diverse, provano a interpretare quegli eventi. Ormai, l’evento Genova-G8, interessa indirettamente milioni di persone che in qualche modo hanno visto cambiare la loro vita, o quella di persone a loro vicine. Persone che hanno bisogno di spiegazioni.
Bisogna ancora trovare una spiegazione al fatto che ai cittadini sia stato impedito di manifestare il loro pensiero, di circolare liberamente all’interno delle proprie città. Siamo agli albori di una nuova epoca di segregazioni e di divieti?
Bisogna trovare una spiegazione per i pestaggi, le violenze e per il fallimento delle istituzioni che avrebbero dovuto tutelare l’ordine pubblico.
Bisogna capire come mai, ancora oggi, un ragazzo di vent’anni possa morire ucciso durante una manifestazione di piazza.

Eppure un’altra parte del opinione pubblica continua a sostenere che nulla è successo. I fatti di Genova, sarebbero solo un ricordo scomodo da lavare e dimenticare.
Tutti hanno visto le immagini, ascoltato i racconti ma, nel caos della disinformazione mediatica, la banalizzazione del discorso politico ha inquinato anche l’inconfutabile realtà: a Genova sono stati violati i diritti delle persone. E’ per questo che si continua a parlare e a scrivere di Genova: fare in modo che tutti sappiano cosa veramente è accaduto; poi ognuno sarà libero di trarne una propria spiegazione.
La magistratura ha aperto diversi filoni di inchieste, alcune a carico dei manifestanti che hanno commesso reati e altre a carico di poliziotti e carabinieri accusati di costruzione di false prove e pestaggi; ma la storia italiana ci ha abituato all’insabbiatura di molte verità -tante sono le stragi e i misteri su cui non si è voluto fare luce-, all’omertà e all’oblio.

Nella nostra società complessa, però, i problemi posti da questa riflessione non possono che intrecciarsi con riflessioni più ampie: stiamo parlando di un sintomo di una malattia ben più grande e ben più generale. Nuovi diritti e nuovi divieti si scontrano: una parte dell’umanità gode di una maggiore mobilità e sfrutta appieno le nuove tecnologie e le deregolamentazioni, l’altra parte è condannata al nomadismo, allo sradicamento e protesta per ottenere un accesso orizzontale. Non si tratta solo delle differenze fra Nord e Sud del mondo, proprio questo è il significato delle manifestazioni da Seattle a Genova in poi, si tratta di dare dignità, anche nelle opulente nazioni occidentali, a coloro i quali si collocano ai margini della società. I recenti eventi, visti in prospettiva più ampia, mostrano come i disabili,i poveri, i vecchi, i carcerati, i malati di mente e i giovani( quando non rientrano nei target di mercato) vengano abbandonati e repressi.
Intorno a noi gli esempi pullulano e i fatti di cui parliamo vanno inquadrati nell’ottica del conflitto fra conservazione e cambiamento.

Probabilmente, uno dei danni più grossi di Genova è stato quello di creare nuovi psicotici. Una gamba rotta, una ferita, guariscono, un dente rotto si rimette a posto. Molte delle persone passate per Bolzaneto dicono che non riusciranno mai a dimenticare le urla. Alcuni hanno ancora gli incubi la notte.
Addirittura li ho anche io dei traumi; anche io che non ho subito, fisicamente, nulla. Molti sottolineano il ricordo delle urla, pensando a ciò che è accaduto in caserma. Per quanto mi riguarda, non sono state le urla a colpirmi. Mi ha colpito il silenzio. Io no ho sentito quasi mai urlare. Quei ragazzi avevano una dignità incredibile, e spesso non avevano neanche il tempo o le forze per urlare. Mi ha colpito,invece, il silenzio. Quel silenzio amaro che rimbalzava come gomma sulle pareti della caserma.

Sono convinto, in ogni caso, che Bolzaneto abbia creato delle psicosi ed è anche per questo che ho deciso di parlare, per un debito nei confronti di questi ragazzi che non erano dei criminali. Erano impauriti, non si rendevano bene conto di quello che stava succedendo.
Io so cosa vuol dire avere un periodo di depressione, so cosa vuol dire prendere dei farmaci, cosa vuol dire andare dallo psicologo. Quelle sono cose che fanno male come se ti conficcassero qualcosa nel corpo. Molti, a distanza di due anni, stanno ancora soffrendo, e sicuramente non per una gamba rotta. Quella ormai sarà guarita, ma le ferite più profonde, quelle nella loro psiche, non guariscono con una , medicina. Quello è un male infido e dolorosissimo. Nessuno se lo deve dimenticare. Questo è stato un fatto devastante.

E Bolzaneto non avviene casualmente.
Non ho avuto l’impressione che le violenze siano state preparate e volute in anticipo, ma ciò non significa che non ci sia una correlazione con quanto sta avvenendo negli ultimi anni. I segnali di insofferenza si stanno moltiplicando: i detenuti sono trattati in modo disumano, gli infermieri e i poliziotti vengono umiliati e abbandonati a se stessi, le riforme vengono ostacolate o soppresse.
In generale, si nota una reminiscenza delle vecchie istituzioni di repressione e la comparsa di nuove. Pare essere tornata in auge l’idea che le diversità possano essere rimosse e rinchiuse fra quattro mura.
Per chi conosce il mondo del carcere,o quello del manicomio, non è difficile notare i segni di questa deriva: le carceri sono affollate di gente in rivolta, i governi costruiscono nuovi campi di detenzione per immigrati (nota: i cosiddetti CPT, creati dalla legge Turco-Napolitano), le produzioni e assunzioni di farmaci stanno raggiungendo quantità enormi e intanto le azioni di repressione si moltiplicano.
Non dimentichiamo che non c’è stato solo Bolzaneto; c’è stato Sassari, c’è stato Secondigliano dove i GOM si sono resi oggetto di dubbi e attenzioni da parte della magistratura. Pare che, durante delle rivolte, molti detenuti siano stati portati dentro una stanza e picchiati selvaggiamente. E’ vero? Non lo posso sapere. Ho sentito dire alcuni colleghi che commentavano: “hanno fatto bene!”.
Queste cose, non dimentichiamocele, succedevano anche sotto i governi del centro-sinistra. A Napoli pare che i manifestanti siano stati prelevati negli ospedali e portati in caserma. Anche in questo caso io non c’ero e non posso confermarlo, ma la magistratura ha avuto diversi riscontri, in quella direzione.
Le scaramucce fra manifestanti e forze dell’ordine, sono congenite. Gli esaltati ci saranno sempre, da una parte e dall’altra. Bisogna fare capire a chi manifesta che non bisogna distruggere per costruire. Come c’è bisogno che gli agenti capiscano che spesso chi manifesta è lì anche per loro.
Bisogna dare al carcere una vera trasparenza vera, molte più occasioni di incontro fra l’interno e l’esterno, basta applicare la riforma e cominciare a parlare di lavoro. Perché non si lavora in carcere? Perché non ci sono i progetti; la verità è che non gliene frega niente a nessuno. Il detenuto dovrebbe lavorare, il detenuto vuole lavorare.

Tutto questo dimostra che c’è qualcosa che non va; dimostra che dobbiamo fare qualcosa. Ma non deve essere uno scontro fra cittadino e polizia.

Mi intristisce pensare che queste cose non vengano sottolineate nel modo giusto; i fatti di Genova-Bolzaneto vengono spesso spogliati dal loro contesto e ridotti ad una banale opposizione fra destra e sinistra, o fra global e no-global. Quelle interpretazioni sono fuorvianti; per me potevano anche essere ragazzi di destra che venivano per dire: non voglio la sinistra. Poteva essere anche qualcuno che veniva a manifestare per dare il proprio appoggio alle decisioni dei G8. Per me sarebbe stata la stessa cosa. Chiunque avrebbe dovuto avere la possibilità di esprimere la propria opinione.
Non possiamo dire di essere in un paese democratico. Il governo italiano e tutti gli altri governi dei “grandi otto paesi più industrializzati” , che si riempiono la bocca con questa parola, dimostrino di voler cercare la verità: ammettano le loro colpe, facciano la commissione d’inchiesta, facciano un pò di chiarezza.
Questa gente non può pensare sempre e tutta la vita alla repressione al “o sei con me o sei contro di me”; lì hanno massacrato dei giovani solo perché non la pensavano come di loro.

Pensando anche ai fatti della Diaz, non possiamo dimenticare che comunque quei ragazzi, colpevoli e no, hanno avuto una punizione. Qualcuno di loro è stato in carcere, anche dopo Bolzaneto. Dalla parte della polizia, invece, nonostante ci siano state responsabilità documentate nessuno è stato ancora punito. Per esempio, quel funzionario di polizia che aveva picchiato un ragazzino in strada, il tutto filmato da un videoamatore, non ha fatto neanche un giorno di galera. Eppure il filmato è stato visto da tutti, magistrati e ministri compresi.
Ultimamente mi sono chiesto: non è che la chiusura del caso Giuliani comporti la chiusura anche di tutti i fatti di Genova?
Non è che l’archiviazione per i ragazzi che sono stati arrestati alla Diaz non sia il pretesto per archiviare anche le denunce per tutte le violenze fatte a Bolzaneto?
Sarebbe terribile.

Resta evidente che questo bisogno di fare chiarezza, di rielaborare gli avvenimenti, non debba essere confuso con la vendetta. Il mio gesto non deve punire la polizia penitenziaria, il mio è il gesto di una persona normale che lo ha fatto per i ragazzi, per cercare di rimediare e per fare crescere la polizia penitenziaria. C’è bisogno di verità per correggere gli errori.
Tempo fa ho parlato anche con Giuliano, il papà di Carlo Giuliani (il ragazzo ucciso durante le manifestazioni), e mi ha colpito il suo non-desiderio di vendetta. La sua paura è che non venga mai alla luce la verità,su quella vicenda. E io condivido.
E’ molto importante arrivare ai processi, e alle eventuali condanne perché c’è bisogno di verità, c’è bisogno di giustizia. Altrimenti la ferita inferta a Genova farà fatica a rimarginarsi e per molti anni ci porteremo dietro rancori, amarezza e una persistente sfiducia verso le istituzioni. Bisogna che si venga a sapere che una parte di questa società non vuole più tacere, non vuole più subire ingiustizie, vuole ribellarsi all’omertà. Il problema è che i forti sono già forti per conto loro ma la loro forza è aumentata dalla debolezza data dalla nostra omertà e dalle nostre paure.
A volte, per ottenere giustizia, è necessario rischiare qualcosa.

Da:
Io, l’infame di Bolzaneto
- Il prezzo di una scelta normale
Marco Poggi
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Anto 14
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 22:18
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vogliamo parlare degli inni fascisti intonati dagli sbirri quando caricavano??il massacro ingiustificato della scuola diaz??...di bolzaneto??
o vogliamo parlare della camionetta passata 2 o 3 volte sopra il cadevere di carlo,o della ferita alla fronte misteriosamente comparsa dopo che la piazza fu riconquistata dagli sbirri??......o ancora vogliamo parlare del "bastardo l'hai ucciso tu bastardo"interpretato teatralmente da uno sbirro che incolpava un altro manifestante...per far credere che la colpa fosse dello stesso.....fatto che poi fu smentito dai successivi filmati......
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 22-Ott-2006, 22:21
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un conto è provocare ed è ovvio che è sbagliato rispondere con la guerriglia ma un conto è manganellare e lanciare sostanze poi rivelatesi altmanete nocive x la salute!

Cmq io invece credo che dovresti restare! xchè mi piacerebbe avere diverse opinioni!! nn è detto che si è tutti d'accordo su questo argomento!
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magari nn siamo d'accordo ma è bello discutere!!
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poi comunque mi piacerebeb che qua si parlasse anche del g8 in se...del xchè una cosa del genere è avvenuta solo in italia ect ect..


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TanK
Inviato il: Lunedì, 23-Ott-2006, 12:11
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Son passati 5 anni e ancora mi brucia. ma tanto.. Tutti sti discorsi son stati fatti e rifatti nel vecchio forum, e alla fine non se ne cava niente, ognuno resta sulle sue posizioni.

Vorrei solo fare un paio di considerazioni:
- una vetrina spaccata non vale una vita umana (questo x rispondere a chi obietterà che gli sbirri son stati "costretti" a caricare)
- il G8 del 2001 ha segnato un punto di svolta nel modo di contestare: erano 30 anni che non c'erano scontri di piazza o feriti, la maggior parte dei manifestanti del G8 era totalmente impreparata al macello che c'è stato, e tanti hanno avuto grossi traumi e in piazza non ci son più tornati... dicesi strategia del terrore
- d'altra parte, anche molti poliziotti dopo aver assistito al massacro si sono dimessi non sopportando di continuare a vivere fianco a fianco con dei carnefici.. questo i giornali non lo dicono però

A chi dice che i manifestanti volevano lo scontro, lo invito a guardarsi i video!!
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alamierda84
Inviato il: Lunedì, 23-Ott-2006, 12:36
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d'accordo con te.

-anche seattle ha portato una svolta nel modo di contestare appena prima e la ricerca di un mondo migliore.
-la vetrina spaccata l'hanno fatta i black block ed questo un punto cruciale...se la polizia avesse caricato e ammazzato un black block si potrebbero trovare giustificazioni ma caricare un corteo pacifista e ammazzare una persona xchè ti minaccia con un'estintore (ma sparare a un braccio no?) non lo accetto. Senza contare che la falange nera si è dimostrato essere aiutata o lasciata stare dalla polizia!
- posso giustificare l'arresto di molti manifestanti ma nn le violenze subite a bolzaneto ect.

concludo con due considerazioni:
-se il g8 fosse stato in un altro paese con al governo una destra sarebbe successo? non penso
-se il g8 fosse stato in italia con al governo la sinistra sarebbe successo? non penso

destra-italia = g8 disatroso

dimenticavo 2001= g8 sotto berlusconi e 11 settembre sotto bush
2 personaggi che dimostrano che coem capi di stato nn valgono niente.
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TanK
Inviato il: Lunedì, 23-Ott-2006, 12:51
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QUOTE (alamierda84 @ Oct 23 2006, 01:36 PM)

-anche seattle ha portato una svolta nel modo di contestare appena prima e la ricerca di un mondo migliore.

Si ma nessuno si aspettava che potesse succedere anche in Italia.

QUOTE

dimenticavo 2001= g8 sotto berlusconi e 11 settembre sotto bush
2 personaggi che dimostrano che coem capi di stato nn valgono niente.


...oppure che sono più furbi di noi.. quel G8 ha fatto più danno ai no global che allo stato. E le torri gemelle sono arrivate esattamente al momento di giustificare un attacco ai paesi islamici produttori del tanto amato petrolio..
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alamierda84
Inviato il: Lunedì, 23-Ott-2006, 13:00
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Si beh nessuno se lo aspettava xerò già appena pochi giorni prima dello svolgimento del g8 stesso molte cose facevano temere..!

si si infatti x quello dicevo che nn valevano niente coem capi di stato..xchè portano solo danni ai propri paesi e favori ai propri interessi personali!
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marii
Inviato il: Lunedì, 23-Ott-2006, 19:28
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nitro...siamo in forum...è bello parlare proprio perchè non la si pensa tutti allo stesso modo...sennò non ci sarebbe molto da discutere ognuno esprime le sue opinioni!!!

per quanto riguarda Carlo...tutto quello che vuoi...ma era proprio necessario che MORISSE?
mi dispiace ma non la concepisco come cosa...

e poi quoto quello che ha detto tanky

- una vetrina spaccata non vale una vita umana
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