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> Cosa facciamo per il mondo?
 
TanK
Inviato il: Martedì, 24-Mag-2011, 21:08
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Gato Lopez
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Prendo spunto da questo brano di Baricco (autore che non mi piace per niente, ma questo pezzo è carino) pubblicato su Repubblica un po' di giorni fa:

“A cosa serve la libertà”, di Alessandro Baricco

Un giorno ho portato mio figlio a Cinecittà, a Roma, mi sembrava un posto che doveva vedere, dato che la sua idea di cosa fare da grande è fare film come Star Wars. Per il momento ha 11 anni. Ha tempo, direi, per cambiare idea, comunque una gita a Cinecittà poteva servire. A un certo punto mi ha chiesto chi l´aveva fatta, Cinecittà. «Il fascismo», gli ho detto. «L´hanno fatta quando tuo nonno aveva otto anni e in Italia c´era il regime fascista». La cosa gli ha creato un po´ di confusione.Mio figlio è cresciuto in un ambiente inesorabilmente antifascista. Non siamo stati lì molto a sottilizzare, in famiglia: ci è sembrato pratico orientarlo a considerare il periodo fascista come un passaggio triste della storia patria, e amen. Non gli quadrava molto, quindi, che quella figata l´avessero fatta proprio in quegli anni. Allora ho capito che dovevo spiegargli qualcosa di più.
Quello che gli ho spiegato è che il regime fascista aveva governato questo paese a lungo e sicuramente qualcosa di buono l´aveva fatto. Non mi veniva in mente niente in particolare, ma devo avergli fatto notare, ad esempio, che le autostrade avevano incominciato a farle loro, per rompere l´isolamento di tante parti d´Italia e modernizzare il paese. Probabilmente devo anche aver detto qualcosa a proposito dei due mondiali di calcio vinti dall´Italia in quegli anni: è il genere di cosa che per un undicenne significa molto.
Lui non aveva mai pensato che qualcosa di decente potesse essere accaduto, durante il fascismo, e quindi aveva la faccia di uno che doveva riordinarsi in mente un bel po´ di cose. Ha riassunto tutto il suo smarrimento in una domanda semplice: e allora perché noi siamo contro il fascismo?
Ci siamo seduti. Quel che ho cercato di spiegargli c´entra con questo manifesto di Amnesty che adesso sto guardando e che probabilmente stamperò e metterò da qualche parte nella camera di mio figlio, tra un manifesto di Star Wars e uno dei Simpson.
Gli ho spiegato che a noi non piace il fascismo perché c´erano le autostrade ma non la libertà. «Libertà di fare cosa?», mi ha chiesto. «Molte libertà», ho cercato di spiegargli, «ma se vogliamo andare al cuore del problema, non c´era una reale, effettiva libertà di pensare quello che volevi e di esprimerlo ad alta voce. A parte il fatto che se trovavi da ridire sul regime ti ritrovavi senza lavoro, o in galera, o peggio, ma a parte questo, il problema era che proprio ti si impediva di avere un cervello tuo, con dei tuoi pensieri, delle tue idee, magari anche sbagliate, o un po´ grulle, ma tue. Tutti in fila a imparare le parole d´ordine del capo, e fine della libertà di pensare», gli ho detto.
«Nessuno può impedirti di pensare cosa vuoi», mi ha detto. «Come fa? Ti entra nella testa?». Era una buona domanda.
Allora gli ho detto che sì, ti possono entrare nella testa. Iniziano a legarti le mani, poi i piedi, poi a chiuderti gli occhi, poi a spegnerti la voce, poi a metterti paura. Possono farlo. E tu continui a vivere, magari hai anche le autostrade e Cinecittà, ma sei in una gabbia e inizi ad abituarti, perché anche quello è un modo di vivere, in gabbia, soprattutto se la gabbia te la rendono in fondo confortevole, e apparentemente adatta a crescere, vivere, fare figli, fare soldi, toglierti delle soddisfazioni, avere amici e amori. Ci si abitua a tutto.
Anche a vivere in gabbia. Magari in cambio di un po´ di ordine, di una manciata di certezze, di qualche domenica al sole. Ma intanto perdi la capacità di pensare per conto tuo, e alla fine anche la voglia di farlo. Ti dimentichi di cos´è la libertà.
Lui aveva l´aria di essere veramente spaventato. «Però adesso non è così, vero?», mi ha chiesto, tanto per tranquillizzarsi. Lì avrei dovuto parlargli dell´Italia di oggi ma veramente mi sembrava un po´ troppo complicato e allora gli ho chiarito che i fascismi sono molti, e in tante parti del mondo, e magari noi oggi, qui, abbiamo una certa, sostanziale libertà, ma molte altre persone in giro per il mondo no. «Che culo essere nato qui», ha detto. «Indubbiamente», ho detto, anche se qualche distinguo mi sarebbe venuto da farlo. Ma non era il momento. «Fammi un esempio», mi ha detto. «Un esempio di un posto dove non sono liberi».
Forse non era l´esempio migliore, ma non so perché mi è venuta in mente Cuba. Cioè, lo so. Perché avevo da poco parlato con un amico cubano che mi aveva detto una cosa che mi aveva colpito. Non sono nemmeno sicuro che fosse completamente vera, ma ero sicuro che non era nemmeno completamente falsa. Gli avevo chiesto, all´amico cubano, se non trovava tremendo che loro non potessero navigare liberamente in Internet. E lui mi aveva detto che le cose non stavano esattamente così: mi aveva detto che c´erano almeno 15 siti internazionali dove loro potevano entrare. Almeno 15.
«A Cuba, ad esempio», ho detto a mio figlio, «se vai su Internet puoi entrare solo in 15 siti, tutti gli altri sono vietati». In effetti era l´esempio buono. Non ci voleva credere. «Quindici?». Sgranava gli occhi. «Non possono entrare nel sito della Gazzetta dello Sport?». «No. Non credo». Ci ha pensato un po´. «E noi non possiamo portargli i nostri computer?», mi ha chiesto. Allora gli ho spiegato che no, non possiamo portargli i nostri computer, ma molto possiamo fare, e molti lo fanno, per pretendere che la libertà di informazione e quindi di pensiero e di espressione sia un diritto di tutti, anche di quelli che vivono sotto i fascismi, di ogni colore e di ogni specie. La cosa gli è piaciuta. Era tutto gasato.
«E noi cosa facciamo, ad esempio?», mi ha chiesto. «S´è fatto tardi», ho detto. Ma a lui andava di sapere cosa stavamo facendo, noi due, e magari anche la mamma e i nonni, perché tutti avessero il diritto di pensare ed esprimersi, liberamente, in ogni parte del mondo. Poco, alla fine ho ammesso. Molto poco. «Perché?». «Perché la vita è complicata e non c´è tempo per fare tutto. E perché adesso che me l´hai detto mi sono ricordato di quanto poco facciamo e quindi ti prometto che mi faccio venire qualche idea, e da oggi pomeriggio ci mettiamo a fare qualcosa». Era già più tranquillo.
Però no, non è che mi sia venuta chissà quale idea, devo dirti adesso, figlio mio che nel frattempo hai 12 anni. Mi spiace, ma di nuovo me ne sono dimenticato e l´unica cosa che posso dirti è che oggi ho scritto qualche riga su un manifesto che gridava quella voglia di libertà di cui abbiamo parlato, quella volta, ed è proprio poco, d´accordo, ma è quello che ho fatto oggi, è il raccolto di oggi, forse è meglio di niente. Ma peggio del molto che dovremmo fare, lo so. Dammi un´altra chance e vedrai che qualcosa mi viene in mente. Anzi, fa´ così: prendi questo manifesto e attaccalo in stanza, va´, così non ce ne dimentichiamo più, di questa faccenda. No, non c´è bisogno che togli quello dei Simpson. Va bene anche di fianco.

(http://giovannitaurasi.wordpress.com/2011/05/10/a-cosa-serve-la-liberta-di-alessandro-baricco/)

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«E noi cosa facciamo, ad esempio?»

Bella domanda!
Spesso sono impegnata a sopravvivere e a curarmi delle persone che amo per la maggior parte della mia giornata, ma ogni tanto incappo in qualcuno che ha dedicato la sua vita ad un'ideale e mi sento malissimo
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Mi sento in colpa perchè so che non riuscirò mai a fare abbastanza, ma mi hanno insegnato che è impossibile salvare il mondo da soli ("uno ci ha provato e l'hanno crocifisso" - cit.) e che se io faccio del mio meglio e cerco di dare il buon esempio, molti attorno a me faranno del loro meglio e alla fine... l'unione fa la forza
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Voi come la pensate? e che cosa fate per il mondo?

(NB: molte delle vostre storie le so già ma non dico niente, raccontate voi
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jaquelinho87
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 09:28
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Gato Lopez
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questa è una domanda veramente difficile. io probabilmente faccio cose talmente piccole che in realtà non riescono a contribuire sufficientemente a salvare "il mondo". comprare una maglietta di emergency ad esempio non è sufficiente, come ad esempio boicottare certe marche.

tuttavia sono convinto che non è il mondo ad essere in pericolo, ma più che altro gli esseri umani. Perchè dopo di noi ci saranno sicuramente altre forme di vita, come ce ne sono state prima. Questo non significa che bisogna fregarsene e inquinare tutto, sia chiaro, e faccio tutto il possibile per evitare che il pianeta diventi una discarica ambulante. Una volta che noi avremo imparato a inquinare meno, la qualità dell'aria migliorerà, ma non sarà la soluzione "finale"

chiedo scusa per la digressione, ma sto scrivendo veramente a braccio.


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L'UNIONE FA LA FORBICE

L'importante è che tu non perda i capelli dentro


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
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cipi89
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 13:02
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Gato Lopez
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Sono convinta di fare molto poco... Praticamente nulla per quanto riguardo il pianeta in sè... Cerco di non inquinare facendo la raccolta differenziata, evitando di prendere l'auto quando posso evitarlo, non gettando nulla a terra...... Ma è davvero poco, credo.
Semplicemente perché una persona sola non può fare altro se non un buco nell'acqua, ma questo non mi fa cambiare modo di comportarmi, perché so comunque di fare qualcosa di giusto/buono.

Non so se intendevi cosa facciamo per il mondo come pianeta, o come persone, nel senso cosa facciamo per gli altri, per cui non so se ti ho risposto davvero
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lana
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 13:24
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Io personalmente penso di fare poco, però se sommiamo quello che fanno tante singole persone, secondo me dei risultati si ottengono!
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da soli non si arriva da nessuna parte!
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meeela92
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 13:30
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Insecto Urbano
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Beh, io faccio tanto volantariato, lo so che non basta ma e' qualcosa...
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alamierda84
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 14:29
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The Spammer
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anche io penso di fare poco...a parte incazzarmi quando la gente al campo lascia le bottiglie in giro..le piglio e le butto tutte nel cestino.. poi se mi viene in mente altro aggiorno
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TanK
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 17:27
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Gato Lopez
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Si, forse avete capito male!
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Intendevo "mondo" come persone, l'umanità insomma.

Lana, non mi pare che tu faccia poco considerato che di lavoro fai l'infermiera. Una delle cose che più mi dispiacciono è non essere riuscita a trovare un lavoro che mi permetta di aiutare gli altri... dev'essere un gran motivo di soddisfazione alla fine della giornata!




PS: non buttare le carte per terra in città serve davvero a poco, dato che ci sono gli spazzini
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alamierda84
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 18:49
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The Spammer
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QUOTE (TanK @ Mercoledì, 25-Mag-2011, 18:27)

Lana, non mi pare che tu faccia poco considerato che di lavoro fai l'infermiera. Una delle cose che più mi dispiacciono è non essere riuscita a trovare un lavoro che mi permetta di aiutare gli altri... dev'essere un gran motivo di soddisfazione alla fine della giornata!


PS: non buttare le carte per terra in città serve davvero a poco, dato che ci sono gli spazzini 
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infatti volevo dirlo anche io, ma neanche io avevo capito il senso della domanda
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allora per quanto riguarda l'umanità in generale dico che sono anni che do qualcosa, nel mio piccolo, all'airc annualmente
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p.s. tank le cartacce per terra al campo ci sono sempre..una volta ho trovato un cd, un'altra volta una bottiglia di birra ect..e non vicino ai cestini..da tutt'altra parte
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certo poi spariscono ma non subito
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Peace&Love
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 19:58
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Insecto Urbano
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Io cosa faccio?

Sono volontaria in Emergency e quindi partecipo alle riunioni per organizzare cene, banchetti, dibattiti per sostenere l'associazione.

Appena posso partecipo alle attività di volontariato della scuola, quest'anno ho partecipato alla Giornata della solidarietà e abbiamo fatto un cortometraggio sul "diverso", principalmente sulle etichette che si danno quando si guardano le persone.

E poi niente, manifestazioni, dibattiti.


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.. Del paraiso al infierno hay un paso nada màs ..

No cunfundas mi postura, soy ateo y no creo en ningun dios
No diferencio a las personas por su raza, su cultura o su mierda de religion
Solo cundeno el sufrimiento, la injustia y el abuso de poder

VIVA PALESTINA LIBRE!

Este puto mundo no es de nadio y es de todos, cinco continentes en un mismo corazón
MULTIRACIAL, MULTICULTURAL!
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cipi89
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 20:00
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Gato Lopez
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Ok, allora non faccio assolutamente niente.

Facevo volontariato alle superiori, poi ho smesso.


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TanK
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 20:06
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Gato Lopez
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@Simo: non consideravo tanto il donare soldi (che non so a quanto serva), quanto piuttosto l'impegnare il proprio tempo e le prorpie energie.
Ma l'Airc sarebbe? Ricerca contro il cancro? ....allora temo che i tuoi soldi li usino per fare vivisezione
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@Panda:
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da te c'è da imparare!

Io ho insegnato l'italiano ai bambini stranieri per 4 anni alla scuola estiva e durante l'anno con un progetto di volontariato, ma ahimè da quando ho il lavoro fisso i miei orari non sono più compatibili e non sono ancora riuscita a trovare qualcosa di simile di pomeriggio/sera
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Non sono brava a prestare aiuto "fisico" (ho fatto il corso della croce verde ma sto male solo al pensiero di trovarmi davanti un ferito!) e quindi l'insegnamento è l'unica cosa in cui mi sento capace. Penso che la conoscenza sia potere, soprattutto per chi parte svantaggiato, e conoscere la lingua del paese dove vivi è un'arma mica da poco
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alamierda84
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 20:12
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QUOTE (TanK @ Mercoledì, 25-Mag-2011, 21:06)
@Simo: non consideravo tanto il donare soldi (che non so a quanto serva), quanto piuttosto l'impegnare il proprio tempo e le prorpie energie.
Ma l'Airc sarebbe? Ricerca contro il cancro? ....allora temo che i tuoi soldi li usino per fare vivisezione
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ah bene
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si lo so donare soldi in generale non so quanto effettivamente serva perchè non saprò mai se li utilizzano seriamente.. spero.. essendo (io/famiglia) in buona fede...... per il resto effettivamente non faccio una mazza
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jaquelinho87
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 20:54
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Gato Lopez
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cercare di ascoltare la gente vale? non ci riesco sempre, però ci provo lo stesso...

no, a parte gli scherzi, non ho mai insegnato niente (perchè sto ancora imparando) non ho mai partecipato al volontariato (ma ho comprato oggetti legati ad esso) non ho mai pensato di fare l'infermiere (perché non avrei le palle per fare un lavoro tanto complesso, difficile e... "organico").

per il futuro, chissà.

l'umanità a volte mi sembra un caso abbastanza perduto, nel complesso.


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TanK
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 21:32
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QUOTE (jaquelinho87 @ Mercoledì, 25-Mag-2011, 20:54)
cercare di ascoltare la gente vale?

Certo, vale tutto se pensi che faccia bene al mondo
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Quello che non capisco è che ci sia così tanta gente che si lamenta di come vanno le cose (non mi riferisco a nessuno di voi eh!) e così poca che fa qualcosa per migliorarle
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dissidente
Inviato il: Mercoledì, 25-Mag-2011, 22:00
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Romero
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Cerco di essere sempre disponibile, di perdonare chi mi tradisce, di tollerare comportamenti per avvicinarmi alla persona ed aiutarla a correggere i suoi errori evitando quindi un inutile conflitto.
Provo ad amare e a far capire agli altri che amore non è soltanto quello di coppia.
Provo sempre a non far soffrire le persone.

Credo che la base di tutto sia la coerenza, quindi cerco di evitare di essere ipocrita.

Cerco di essere sempre sincero, anche quando la mia sincerità può ferire o pormi in una situazione, dal mio punto di vista, svantaggiosa.

Come alamierda84 mi arrabbio e butto via io le cartacce, le bottiglie i mozziconi quando vado al parco (quelli degli altri oltre che i miei).

Antepongo l'amore al sesso quando mi è possibile.

Amo e perdono, o provo a farlo. (l'ho già detto?)

Provo ad aiutare gli amici, i parenti e i conoscenti.

Parlo con "gli scoppiati" trattandoli come miei pari senza farmi pregiudizi e consolandoli quando percepisco vogliano essere consolati.

Cerco di essere sempre educato anche quando mi urlano in faccia.

Tollero chi fa il bullo con me e cerco di instaurare un dialogo (il più delle volte si incazzano ancora di più).

Provo a farmi un esame di coscienza prima e dopo aver preso una decisione che influenza una o più persone oltre me, e chiedo a loro cosa pensano della mia decisione.
Cerco il confronto, inteso come dialogo a riguardo degli argomenti che si allacciano a tali decisioni.

Tengo un diario nella speranza che un domani mi aiuti a capire i miei errori (sinceramente sono anni che non ci scrivo più).

Cerco sempre di anteporre l'onestà al mio tornaconto personale.

Cerco di mettermi nei panni della persona che ho di fronte quando parlo.

Cerco di essere sempre sincero. (già detta anche questa vero?
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