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> Gheddafi, l'amico di Silvio, ...Se lo conosci lo eviti... o no?
 
Panda
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 19:37
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Obrero
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QUOTE (TanK @ Lunedì, 21-Feb-2011, 19:34)
Ho editato qui sopra
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Pure io!
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alamierda84
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 20:13
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QUOTE (Panda @ Lunedì, 21-Feb-2011, 17:36)
QUOTE (TanK @ Lunedì, 21-Feb-2011, 16:30)
Secondo il sito di Repubblica son già quasi 300 morti
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Oggi ne parlavo col prof che sosteneva fosse giusto, il giusto prezzo da pagare alla rivoluzione.

Non è giusto, non c'è proprio niente di giusto!
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non è giusto...ma sinceramente stimo di piu' una persona che si fa uccidere perchè si ribella che chi non fa niente e se ne vive in una dittatura tranquillo e beato (e non si accorge di non essere per niente libero)...poi certo se ci fossero rivoluzioni senza morti sarebbe meglio....!!!!
quindi non è sicuramente giusto, ma purtroppo in certi casi sembra l'unica soluzione quella di ribellarsi con la forza e magari rischiare la morte
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p.s. ho usato le parole "si fa uccidere" per distinguere da "viene uccisa"...nel senso che nelle 300 vittime ci può essere chi stava manifestando pacificamente e tentava appunto un rovesciamento senza violenza....spero di essermi spiegato bene
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jaquelinho87
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 21:46
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Gato Lopez
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oggi hanno cambiato: BOMBE sui manifestanti. e Silvio lo protegge.


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jaquelinho87
Inviato il: Martedì, 22-Feb-2011, 14:54
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Gato Lopez
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Libia sempre nel caos: nuovi attacchi aerei su Tripoli e mercenari che sparano sui civili. All'indomani della giornata sangue con oltre 250 morti per la repressione del regime alle proteste di piazza - massacri smentiti dalla tv di stato - oggi Al Jazira riferisce di nuovi raid dell'aviazione libica. Nella notte apparizione lampo in tv del Colonnello: sono a Tripoli. Richiesta di aiuto dei profughi: ci uccidono a colpi di machete. Ambasciatore in Usa: mi dimetto, Gheddafi vada via. Un aereo C130 dell'Aeronautica militare è pronto a partire per il rimpatrio di un centinaio di italiani. Appello di Napolitano: ascoltare il popolo. Frattini dal Cairo: temo enorme flusso di immigrati. Non ci risultano sospensioni di gas. Il card. Bagnasco: il popolo reagisce se colpiti diritti fondamentali.
La tv al Jazira mostra immagini di corpi carbonizzati. Al Arabiya riferisce: stop al funzionamento dei terminali petroliferi libici sul Mediterraneo.

Vertice in serata a Palazzo Chigi, si parlerà anche di fornitura di gas dalla Libia. Riunioni anche del Consiglio di sicurezza dell'Onu e in Egitto della Lega Araba.

NAPOLITANO, STOP VIOLENZE - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta seguendo con attenzione le drammatiche notizie provenienti dalla Libia che riferiscono di un già pesante bilancio di vittime fra la popolazione civile. Il Capo dello Stato sottolinea come alle legittime richieste di riforme e di maggiore democrazia che giungono dalla popolazione libica vada data una risposta nel quadro di un dialogo fra le differenti componenti della società civile libica e le autorità del Paese che miri a garantire il diritto di libera espressione della volontà popolare. Lo afferma una nota del Quirinale.

PALAZZO CHIGI, ITALIA VICINA A POPOLO LIBICO - L'Italia è vicina al popolo libico che sta attraversando un momento tragico della sua storia. E' quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi.
Sono "totalmente false, provocatorie e prive di fondamento le voci riguardo presunti aiuti italiani militari o sotto qualsiasi altra forma nelle azioni contro i manifestanti e a danno dei civili".

AL JAZIRA MOSTRA IMMAGINI CORPI CARBONIZZATI BENGASI - Cadaveri carbonizzati e resti di corpi umani "appartenenti alle vittime" dei bombardamenti compiuti contro i civili a Bengasi sono stati mostrati oggi dalla tv panaraba al Jazira. L'emittente ha trasmesso le crude immagini "riprese stamattina tramite telefoni cellulari" nella città costiera a est di Tripoli. Sempre al Jazira ha mostrato altre immagini, "riprese "nell'ospedale centrale" della capitale, dei civili uccisi nelle ultime 24 ore a Tripoli da colpi di arma da fuoco sparati da "mercenari".

APPELLO PROFUGHI, CI UCCIDONO CON COLTELLI E MACETE - "Ci stanno uccidendo con coltelli e macete". E' questo il messaggio di sos arrivato al cellulare di don Mosie Zerai, presidente dell'Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo e lanciato da alcuni profughi che si trovano in Libia. "Profughi Eritrei, Etiopi, Somali chiedono aiuto, ricevo sms dove descrivono la tragedia - spiega il sacerdote -. Vanno nelle case dove vivono gruppi di africani scambiati per mercenari del regime. Decine di questi ragazzi sono quelli che sono stati respinti dall'Italia. Altri stanno morendo nelle carceri libiche come Mishratah, sotto bombardamenti, chiedono aiuto! L'Europa e l'Italia potrebbe offrigli spazi nel suo piano di evacuazione che è già in atto. Chiediamo che venga valutata - è l'appello di don Zerai - la possibilità di salvare la vita di queste persone, anche dando un rifugio provvisorio nell'Ambasciata Italiana".

LA RUSSA, PRONTO C130 RIMPATRIO 100 ITALIANI - ''Non arriverà a Bengasi, dove l'aeroporto è stato bombardato, ma in un altro scalo della Libia" il C130 dell'Aeronautica Militare che dovrebbe rimpatriare oggi un centinaio di italiani. Lo ha detto da Abu Dhabi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sottolineando che "per motivi di sicurezza" non rende noto il luogo dove il velivolo militare atterrerà.

BAN KI-MOON, OGGI RIUNIONE CONSIGLIO SICUREZZA - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu si riunirà oggi per discutere della crisi in Libia. Lo ha annunciato il segretario delle Nazioni unite Ban Ki-moon, precisando di aver parlato con il leader libico Muammar Gheddafi e di averlo esortato alla moderazione.

APPARIZIONE LAMPO DI GHEDDAFI IN TV, SONO A TRIPOLI - Il leader libico Muammar Gheddafi stanotte ha fatto un'apparizione lampo sugli schermi della Tv libica per annunciare di persona di trovarsi a Tripoli e non in Venezuela e per confutare "le malevole insinuazioni" propagate sul suo conto dai media occidentali. La Tv di stato aveva annunciato nella tarda serata di ieri che il leader della Jamahiriyha si sarebbe rivolto in nottata al suo popolo sullo sfondo della più drammatica crisi che il paese sta vivendo da quando il colonnello, nel 1969, è salito al potere. Ma chi si aspettava uno dei suoi discorsi fiume è stato deluso. A conferma della sua fama di uomo sempre e comunque imprevedibile, Gheddafi si è concesso alle telecamere solo per 22 secondi. E' stato inquadrato con un mantello, uno stravagante copricapo nero e sotto un ombrello (a Tripoli pioveva) mentre stava per salire su un fuoristrada nella sua residenza di Bab Al Azizia, a Tripoli. "Vado ad incontrare i giovani nella piazza Verde. E' giusto che vada per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela: non credete a quelle televisioni che dipendono da cani randagi", ha detto il colonnello facendo riferimento alle informazioni diffuse ieri da numerose tv e media internazionali sulla sua presunta fuga da Hugo Chavez. Con una scritta in sovrimpressione, la tv libica ha spiegato che "in un incontro in diretta con la rete tv satellitare Al Jamahiriya, il fratello leader della rivoluzione ha smentito le insinuazioni dei network malevoli". Il ministro degli esteri britannico, William Hague, aveva dichiarato ieri a margine di una riunione a Bruxelles che Gheddafi aveva probabilmente abbandonato il suo Paese per far rotta verso il Venezuela. Prima di trasmettere le immagini del leader, la tv libica aveva mandato in onda un balletto in costume. Dopo ha mostrato invece immagini patriottiche di soldati in marcia con musica araba come colonna sonora. Pur breve che sia stata, quella di stanotte è la prima apparizione televisiva di Gheddafi da quando la rivolta contro il suo regime è scoppiata una settimana fa. Suo figlio Seif al Islam ieri notte ha invece parlato in diretta per 45 minuti, promettendo riforme, denunciando un complotto internazionale contro la Libia e ammonendo che il regime intende resistere "fino all'ultimo uomo e all'ultima donna".

(ansa.it)


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TanK
Inviato il: Martedì, 22-Feb-2011, 17:46
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.....che dire...
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Manu
Inviato il: Martedì, 22-Feb-2011, 19:25
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E' disposto a morire da martire nel suo paese... speriamo che accada presto allora!
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alamierda84
Inviato il: Martedì, 22-Feb-2011, 19:40
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QUOTE (Manu @ Martedì, 22-Feb-2011, 19:25)
E' disposto a morire da martire nel suo paese... speriamo che accada presto allora!
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speriamo.
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TanK
Inviato il: Martedì, 22-Feb-2011, 20:11
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Magari ammazzato dai suoi stessi soldati, nella migliore tradizione dittatoriale...
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alamierda84
Inviato il: Martedì, 22-Feb-2011, 21:03
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IL RETROSCENA

Berlusconi chiama Gheddafi
"Basta con le violenze"

di VINCENZO NIGRO
ROMA - Dopo le pressioni e le critiche di molti alleati europei per la sua passività sulla rivolta libica, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha telefonato al leader libico Muhammar Gheddafi. Lo conferma una nota di palazzo Chigi. Berlusconi avrebbe chiesto al colonnello di cessare al più presto le violenze contro il suo popolo e di avviare un dialogo politico con chi è sceso in piazza in questi giorni contro il regime. Secondo fonti diplomatiche il colonnello ha già fatto sapere al governo italiano "di essere pronto a resistere e combattere contro questa insurrezione": la reazione iniziale del premier di sabato scorso ("non lo chiamo per non disturbarlo") era stata interpretata unanimemente in Europa come un tentativo italiano di coprire l'azione repressiva libica, mentre secondo fonti di Palazzo Chigi si trattava di una reazione istintiva nel momento in cui Berlusconi non aveva ancora compreso la gravità della rivolta libica.


Repubblica

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avviare un dialogo politico dopo che ha ucciso tantissime persone? ma è scemo veramente o cosa?
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si certo chissà perchè quando si parla di amicizie berlusconi non capisce mai un cazzo. (sia per affari personali che politici)
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alamierda84
Inviato il: Mercoledì, 23-Feb-2011, 18:19
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Fonti dell’Aja: “In Libia i morti sono 10 mila e 50 mila i feriti

“A Tripoli fosse comuni con 10 mila morti“. La denuncia choc è di un membro della Corte penale internazionale dell’Aja che da Parigi lo ha riferito alla tv araba al-Arabiya. Si tratta del componente libico e presidente della Commissione Giustizia e Sviluppo della Cpi, Sayed al Shanuka. Al Shanuka parla anche di 50 mila feriti in tutta la Libia da quando è partita la rivoluzione.

Nel paese prosegue la sanguinosa guerra civile. Sono decine e decine le fosse comuni scavate a Tripoli. Mostrate in tv attraverso un video amatoriale girato nella capitale libica e trasmesso da Onedayonearth. Il video mostra una spiaggia di Tripoli dove molti uomini sono intenti a costruire un cimitero di grandi dimensioni. In un altro video del quotidiano inglese Telegraph, sono state mostrate le operazioni di scavo di altre fosse comuni. Testimoni riferiscono poi attraverso internet che molti cecchini stanno sparando contro qualsiasi persona si trovino davanti: “Non si può aprire una finestra né la porta. I cecchini sparano alla gente, siamo sotto assedio”. Le strade e le piazze delle città libiche si stanno via via riempiendo di manifestanti che gridano contro il regime del Rasi.

Molti sono i blocchi stradali improvvisati con blocchi di cemento per difendersi dalla repressione dei soldati dell’esercito e dai plotoni dei mercenari guidati dal Colonnello Gheddafi. Il governo del Rais nonostante controlli ancora Tripoli, ha perso ormai la Cirenaica, in mano ai ribelli e dopo Bengasi anche Misurata sembra in mano agli insorti.

Il Fatto Quotidiano
23 febbraio 2011

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Manu
Inviato il: Mercoledì, 23-Feb-2011, 19:03
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Qui c'è un articolo un po' più completo:

LIBIA, OLTRE DIECIMILA MORTI.
"MERCENARI SPARANO A VISTA
E STUPRANO LE DONNE"

TRIPOLI - 10mila morti e 50mila feriti. Sono i numeri scioccanti della rivolta in Libia, secondo la tv satellitare Al Arabiya, che con un messaggio su Twitter, citando un membro della Corte penale internazionale, ha dato un bilancio incredibile dei caduti e dei feriti. A riferire l'agghiacciante bilancio è stato il componente libico della Cpi, Sayed al Shanuka, intervistato da Parigi. Il bilancio ufficiale fornito dal governo di Tripoli ieri era di 300 morti, mentre il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva detto stamani di ritenere verosimile la morte di «più di mille le persone innocenti».

continua -->
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E' veramente raccapricciante quello che sta accadendo.
Sembra davvero incredibile cos'è in grado di fare un essere umano a un altro per soldi, o mi viene da pensare anche solo per il gusto di farlo.
Non riesco davvero a dire nulla...
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jaquelinho87
Inviato il: Mercoledì, 23-Feb-2011, 22:06
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io dico che un dittatore che fa uccidere 10000 compatrioti non è esattamente benevolente col suo popolo.

anche componenti del suo esercito stanno passando dalla parte dei manifestanti!


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alamierda84
Inviato il: Lunedì, 07-Mar-2011, 13:25
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7 marzo 2011
Crisi libica, Gheddafi si riprende il paese
Frattini: “Avviati contatti con l’opposizione”

Bombe e missili sui manifestanti. Ecco come Gheddafi si è ripreso il paese. E lo ha fatto macinando centinaia di morti, nel silenzio pneumatico della comunità internazionale. Meglio: di parole se ne sono sentite molte, ma nessuna decisiva. A partire dagli Stati Uniti, più preoccupati per i loro interessi petroliferi che per la crisi umanitaria. Non l’Italia, storico interlocutore del rais, messa nell’angolo dalle minacce e dall’incubo dell’invasione dei profughi. Con il ministro Bobo Maroni che dalla festa leghista di Bergamo bacchetta Obama, ma non sembra in grado di prendere in mano il pallino della regia. Schiacciato tra l’emergenza sbarchi e la posizione di un Berlusconi ormai del tutto appiattito sull’amico Gheddafi. E del resto inquieta l’atteggiamento del Cavaliere, totalmente coinvolto dalle sue urgenze penali, e del tutto fuori campo rispetto alla crisi del Maghreb. In grado solo di dire: il tesoro del rais non si tocca. Fin dall’inizio della crisi la posizione del nostro premier è risultata imbarazzante. A partire da quel “Gheddafi? Non gli telefono sarà troppo preso”. Più di lui ha fatto addirittura il Cremlino definendo Gheddafi “un cadavere politico”.

Non tutti, però, nel governo scelgono la linea del silenzio. Non può farlo Franco Frattini. Il capo della Farnesina nei giorni scorsi ha definito il rais “politicamente morto”, dicendosi convinto che “prima se ne va meglio è”. Ancora oggi il ministro degli Esteri ha confermato come siano iniziati contatti con i leader dell’opposizione. Per ora, il trattato di amicizia con la Libia resta sospeso. Posizione, evidentemente, troppo morbida. E che certo non servirà a frenare l’emorragia umana. Un incubo reale quello degli sbarchi, visto che nella nottata oltre mille persone sono arrivate a Lampedusa. Si tratta di tunisini, è vero. Ma sembra di essere solo all’inizio di un enorme esodo. Il sindaco dell’isola siciliana lancia l’allarme. Nel frattempo le cifre snocciolate dall’Onu parlano di oltre 200mila profughi provenienti dalla Libia. La situazione, dunque, crea immobilismo da parte del nostro governo. In questo momento, infatti, risulta difficile avere una visione complessiva senza perdere d’occhio l’emergenza particolare.

E Gheddafi? Il colonnello non fa una piega e tira dritto. Dice di non possedere altro che la sua tenda, mentre da giorni i giornali stranieri snocciolano i suoi mille interessi in giro per il mondo. Quindi, uccide i rivoltosi, e dopo Zawiyra, si prende Misurata e Ran Lanuf, avanza ancora verso est. Punta su Bin Jawad. Il teatro è il solito: tank, bombe di grosso calibro, morti e feriti.

In queste ore proprio Ran Lanuf è oggetto di bombardamenti aerei. Gli abitanti stanno scappando. Di ribelli però non se ne vedono. I giornalisti hanno evacuato il principale hotel della città, dopo che lo staff ha avvertito di non poter garantire la loro sicurezza. “Abbiamo sentito che le nostre posizioni saranno bombardate, così abbiamo portato via le armi”, ha detto un ribelle. Un altro ha spiegato: “Le abbiamo portate nel deserto”. Un terzo ha detto che i ribelli si stanno rischierando nel deserto per prepararsi a riprendere Bin Jawad.

Di dialogo, il colonnello non ne vuole sapere. Per lui gli insorti sono contro la rivoluzione libica. Dopodiché compare in tv, rilascia interviste e minaccia. L’Unione europea soprattutto. E del resto lui ha il coltello dalla parte del manico. E può gettare sul tavolo della trattativa internazionale quelle decine di migliaia di profughi che da mesi affollano i confini libici e che fino allo scoppio della rivolta venivano rispediti nel deserto e lì lasciati morire. Perché, in fondo, questo è sempre stata l’interpretazione del rais del trattato siglato con l’Italia.

La situazione, dunque, corre verso una normalizzazione cruenta. E l’idea di un intervento militare guidato da direttive internazionali prende sempre più corpo. Lo ha fatto capire lo stesso Frattini. “Bisogna essere consapevoli – ha spiegato – che la tragedia, che vediamo davanti a noi con una situazione ormai da guerra civile non possiamo fermarla domani, se non facendo la guerra e la guerra non è un videogioco, la guerra e’ una cosa seria”. Quindi la no flu zone. “Significa – ha proseguito il ministro -che ci sono aerei che sorvolano impedendo ad altri aerei di alzarsi in volo e se lo fanno bisogna sparare”. Mentre sulla disponibilità delle nostre basi ”l’Italia ha già dato la disponibilità, con la condizione che vi sia un quadro di legittimità internazionale”. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa rassicura: “Non sarà un nuovo Afghanistan”

Nel frattempo, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto al regime libico la fine degli attacchi “indiscriminati” contro i civili e messo in guardia Tripoli che qualunque violazione del diritto internazionale sarà portata dinanzi alla giustizia. Contemporaneamente Ban Ki-moon ha nominato l’ex ministro degli Esteri giordano Abdul Ilah Khatib nuovo inviato speciale per la Libia. In un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri libico Mussa Kussa ha accettato l’immediato invio di una missione dell’Onu.

il fatto
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alamierda84
Inviato il: Martedì, 15-Mar-2011, 11:45
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Gheddafi si dice choccato da Berlusconi, minaccia ritorsioni
martedì 15 marzo 2011 10:08

ROMA (Reuters) - Muammar Gheddafi si sente tradito dagli ex alleati occidentali, in primis Silvio Berlusconi, e minaccia la revisione dei programmi di cooperazione economica e di fornitura di greggio e gas di cui il principale beneficiario è attualmente Eni.

"Sono realmente choccato dall'atteggiamento dei miei amici europei. In questa maniera hanno messo in pericolo e danneggiato una serie di grandi accordi sulla sicurezza, nel loro interesse e la cooperazione economica che avevamo", dice in un'intervista a Il Giornale della famiglia Berlusconi il leader libico che sta fronteggiando con le armi un'insurrezione popolare contro il suo regime quarantennale.

E rivolto al presidente del Consiglio italiano dice: "Sono talmente choccato, anche da lui mi sento tradito, non so che dire a Berlusconi".

Eni è il primo operatore occidentale in Libia e recentemente ha del tutto sospeso la produzione nel paese africano pari, prima della crisi, a 280.000 barili di greggio e gas al giorno, sugli 1,8 milioni di barili di olio equivalente complessivi.

"Penso e auspico che il popolo libico considererà i legami economici e finanziari anche quelli nel campo della sicurezza con l'Occidente", commenta Gheddafi.

Alla domanda se questo significa che la Libia vuole rescindere i contratti energetici con l'Italia, Gheddafi risponde: "Quando il vostro governo sarà sostituito dall'opposizione ed accadrà lo stesso con il resto dell'Europa il popolo libico prenderà forse in considerazione nuove relazioni con l'Occidente".

Una delle principali preoccupazioni del governo italiano, accanto alle forniture energetiche, sono gli arrivi di immigrati via mare dalla Libia nella vicina isola italiana di Lampedusa.

Dallo scoppio della crisi in Tunisia ed Egitto a venerdì scorso si calcola che circa 8.250 nordafricani siano sbarcati sulle coste della piccola isola italiana.

"Se al posto di un governo stabile, che garantisce sicurezza, prendono il controllo queste bande legate a Bin Laden gli africani si muoveranno in massa verso l'Europa. E il Mediterraneo diventerà un mare di caos", dice Gheddafi.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno del G20, ha chiesto ai partner occidentali di valutare l'ipotesi di bombardamenti mirati sugli armamenti di Gheddafi con l'intento di aiutare i ribelli.

"Ha un problema di disordine mentale. Ha detto cose che possono saltar fuori solo da un pazzo", taglia corto Gheddafi.

Alla domanda se non tema di finire come l'ex leader iracheno Saddam Hussein, catturato dagli americani e condannato alla pena di morte, dice: "No, no la nostra guerra è contro al Qaeda, ma se [gli occidentali] si comporteranno come in Iraq, la Libia uscirà dall'alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con al Qaeda e dichiariamo la guerra santa".

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meeela92
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Insecto Urbano
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wow, vuol dire che aumentano di maledetto le bollette?
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