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> Gheddafi, l'amico di Silvio, ...Se lo conosci lo eviti... o no?
 
jaquelinho87
Inviato il: Sabato, 05-Set-2009, 10:42
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Gato Lopez
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Svariate biografie e punti di vista...

Biografia di Carlo Batà:
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Wikipedia:
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Idee di Fulvio Scaglione:
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Storia della Lib... volevo dire, di Gheddafi:
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e l'ultima del colonnello:


"Libia, Gheddafi chiederà all'ONU lo smembramento della Svizzera"

Dietro l'ira di Tripoli ci sarebbe il presunto arresto del figlio Hannibal e della moglie in seguito ai maltrattamenti di due domestici
Il colonnello Muammar Gheddafi chiederà lo smembramento della Svizzera durante la prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite, convocata il prossimo 15 settembre sotto la presidenza della Libia. A renderlo noto è stata Christa Markwalder, parlamentare e vice presidente della commissione esteri, durante un'intervista ad una televisione svizzero tedesca. 'La Libia - ha sostenuto Markwalder - ha presentato istanza perchè l'Assemblea generale dell'Onu, che si riunità il 15 settembre, discuta anche lo smembramento del territorio elvetico". L'onorevole ha inoltre svelato i sinistri particolari del piano progettato dal leader libico. "Secondo gli intendimenti del colonnello - ha argomentato la vicepresidente - la Svizzera italiana dovrebbe essere assegnata all'Italia, i cantoni francofoni alla Francia e la Svizzera tedesca alla Germania". Dietro il progetto di Gheddafi, che ricorda molto da vicino la spartizione della Germania predisposta a Jalta durante la Conferenza post-bellica del 1945, ci sarebbe un contenzioso personale con le autorità elvetiche che un anno fa arrestarono il figlio Hannibal e la moglie dopo una denunzia di maltrattamento nei confronti di due domestici. Al disgelo fra i due paesi non sono bastate neppure le umilianti scuse recentemente pronunciate dal presidente svizzero Hans Rudolf Merz. L'ira di Tripoli resta e il governo chiede per l'ennesima volta la cancellazione dello stato europeo dalle carte geografiche.
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alamierda84
Inviato il: Sabato, 05-Set-2009, 10:49
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tra l'altro ora si vocifera che gheddafi voglia comprare o comprare una quota del milan...per la serie non mischiamo affari personali con quelli delle nazioni
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alamierda84
Inviato il: Giovedì, 17-Feb-2011, 21:49
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metto qua poi se volete dividere le cose fate pure.. ora anche la libia in rivolta!
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Tensione in Libia: 15 morti negli scontri
Bahrein, la polizia carica: quattro i morti

Milizie governative secondo una ong hanno colpito i manifestanti ad Al Baida nell'est del Paese

MILANO - La tensione nell'area mediorientale e del Maghreb resta alta. Oggi è il «giorno della collera» in Libia e ancora oggi si attendono grandi mobilitazioni contro il regime. A Tripoli e in altre città libiche si sono fronteggiati i manifestanti anti-regime e i sostenitori del leader Muhammar Gheddafi. Milizie giunte da Tripoli ad Al Baida, nell'est della Libia, avrebbero colpito i manifestanti causando almeno 15 morti e molti feriti. Lo ha detto oggi a Ginevra l'organizzazione Human Rights Solidarity. La situazione è grave, ha aggiunto l'ong.Già nei giorni scorsi le due fazioni erano state coinvolte in scontri e c'è il forte timore di una repressione autoritaria che faccia degenerare la situazione. La Farnesina mette in allerta gli italiani che dovessero recarsi nel Paese nordafricano indicando anche la giornata di venerdì come a rischio e consigliando di «evitare gli assembramenti di folla, di allontanarsi immediatamente dalle zone dove siano in corso manifestazioni e, in generale, di rimanere sempre aggiornati sull’attualità internazionale e regionale».

MORTI E FERITI - Su blog e social network, per tutta la giornata di mercoledì, si sono rincorse voci di incidenti in Libia. Lunghe ore di forte tensione che sono seguite a una notte di scontri, arresti, feriti e, secondo informazioni non confermate ufficialmente, ci sono anche delle vittime. Secondo siti vicino all'opposizione e alle ong libiche i morti a seguito delle colluttazioni di ieri tra manifestanti antigovernativi e polizia ad Al Baida, nell'est della Libia, sarebbero almeno nove. Sarebbero poi trentotto le persone rimaste ferite negli scontri avvenuti fino ad ora a Bengasi. Sostenitori del colonnello Muammar Gheddafi e polizia hanno caricato i manifestanti riuniti davanti a un commissariato, per chiedere la liberazione di un attivista.

LE PRESSIONI DEGLI USA - Gli Stati uniti hanno chiesto alle autorità di Tripoli di andare incontro alle aspirazioni della popolazione. «I Paesi della regione stanno affrontando le medesime difficoltà in materia di demografia, aspirazioni popolari e bisogno di riforme», ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato americano, Philip Crowley. «Incoraggiamo questi Paesi a prendere delle misure specifiche che rispondano alle aspirazioni, ai bisogni e alle speranze del loro popolo. La Libia rientra senza alcun dubbio in questa categoria», ha aggiunto il diplomatico statunitense. Crowley ha evitato di rispondere esplicitamente a chi gli chiedeva se non ritenesse Muammar Gheddafi «un dittatore». Ma il suo pensiero è emerso con chiarezza: «Non credo che sia arrivato al potere democraticamente», ha detto.

Nuove vittime nell'emirato
TENSIONI IN BARHEIN - Nel frattempo in un altro scenario, quello del Bahrein, si aggiorna il bilancio delle vittime. È salito a 4 il numero dei manifestanti uccisi nel centro della capitale Manama in seguito all'assalto sferrato prima dell'alba dalle forze di sicurezza contro un accampamento improvvisato, dove si erano sistemati i manifestanti che da martedì protestano contro il regime monarchico assoluto del piccolo emirato. Due dimostranti erano morti sul colpo. Il terzo è deceduto poco dopo a causa delle gravi lesioni da arma da fuoco riportate al torace, come hanno denunciato fonti dell'opposizione sciita. Ci sarebbe poi una quarta vittima, secondo quanto riportato da una fonte dell'opposizione, ma non ci sono ulteriori dettagli. I feriti accertati a causa del blitz ammontano a cinquanta. In nemmeno tre giorni le vittime della repressione sono state complessivamente almeno cinque anche se via web molte fonti non governative lasciano intendere che possano essere di più.

GRAN PREMIO A RISCHIO - Intanto le prove della Gp2 Asia, in programma sul circuito del Bahrein che il mese prossimo dovrà ospitare anche la gara di apertura della stagione della Formula 1, sono state rinviate. «Per via degli eventi in corso, lo staff medico normalmente in servizio al circuito è stato temporaneamente chiamato negli ospedali della città (per poter intervenire, ndr) in caso di emergenza», si legge in un comunicato diffuso dagli organizzatori della gara. «Per ovvie ragioni, gli organizzatori delle prove della Gp2 hanno deciso di rinviare a domani l'attività prevista per oggi», prosegue il testo.

Redazione Online
17 febbraio 2011
corriere della sera
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metiu
Inviato il: Domenica, 20-Feb-2011, 12:12
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Libia, la repressione fa più di 100 morti
Berlusconi: "Non disturbo Gheddafi"


Proteste soffocate nel sangue. Nella notte bloccato il traffico internet in tutto il paese. Pd e Terzo Polo chiedono un intervento del premier, che glissa: "Mi preoccupa che possano arrivare clandestini". Tensione in Algeria. Giallo su Ben Ali: "L'ex presidente tunisino è morto", ma non ci sono conferme

Libia, la repressione fa più di 100 morti Berlusconi: "Non disturbo Gheddafi"
TRIPOLI - Almeno 120 morti e oltre mille feriti. Questo, secondo esponenti dell'opposizione in esilio, il bilancio delle vittime degli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti che da tre giorni infiammano la Libia. L'organizzazione Human Rights Watch ha riferito di 84 morti. Bilancio drammatico anche quello riportato dall'emittente Al Jazeera, secondo cui le forze della sicurezza libica hanno ucciso almeno 70 manifestanti a Bengasi, seconda città del Paese. "L'ho visto con i miei occhi: almeno 70 cadaveri in ospedale", ha raccontato un medico, Wuwufaq al-Zuwail, aggiungendo che le forze della sicurezza hanno impedito alle ambulanze di recarsi nei luoghi delle proteste. Sempre Al Jazeera ha dato notizia di 15 persone uccise dalle forze di sciurezza durante un corteo funebre. In serata inoltre le autorità libiche hanno fatto sapere di aver arrestato decine di cittadini stranieri di Paesi arabi appartenenenti a una "rete" che aveva lo scopo di destabilizzare il Paese.

A Bengasi, la situazione è particolarmente tesa. Secondo la Bbc parte dei soldati libici si sono uniti oggi in strada ai manifestanti. "I soldati sono cittadini di questo Paese e non possono combattere contro di noi", ha dichiarato uno dei dimostranti al sito della televisione britannica. In precedenza Al Jazeera aveva riferito che per le strade di Bengasi erano stati schierati mercenari e che cecchini sparavano sui manifestanti, provocando la morte ed il ferimento di diverse persone.

La tv satellitare ha raccontato anche di proteste in aumento contro il colonnello Muammar Gheddafi. Spiegando che il governo di Tripoli ha bloccato il segnale di al Jazeera nel paese, l'emittente riferisce inoltre che è stato oscurato anche il sito web. In questo caso non si tratta però di un provvedimento mirato. L'accesso a Internet, secondo quanto affermato da Arbor Networks, una società specializzata nella sorveglianza del traffico web basata negli Stati Uniti, è stato infatti bloccato completamente in Libia nel corso della notte. La Libia ha "bruscamente interrotto" l'accesso a internet alle 02.15 locali (le 1.15 in Italia), ha precisato la società, aggiungendo che le connessioni internet erano già molto disturbate ieri.

"Berlusconi: Preoccupato, ma non ho sentito Gheddafi". Dopo le richieste da parte dell'opposizione di una presa di posizione da parte del governo italiano sulle violenze in Libia, Silvio Berlusconi si dice preoccupato per ciò che sta accandendo nell'intera area. Non ho sentito Gheddafi, aggiunge: "La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno". In una telefonata ad una manifestazione del Pdl a Cosenza, il premier aggiunge: "Siamo preoccupati per quel che succede nel nord Africa e per quello che potrebbe accadere a noi se arrivassero tanti clandestini. Mi sto interessando direttamente e stiamo seguendo con il cuore in gola quello che succede".

Il silenzio delle autorità italiane su quanto sta avvenendo in Libia è "terribile e assordante", ha denunciato Walter Veltroni. "In pochi giorni ci sono stati quasi cento morti e non c'è stata ancora alcuna reazione ufficiale. Il grande sommovimento che, in nome del pane e della libertà, sta scuotendo l'Africa mediterranea è una cosa che riguarda direttamente l'Italia", afferma l'esponente del Pd. "E' necessaria una posizione ferma del nostro paese. Ogni ulteriore attesa sarebbe gravissima".

Anche l'Udc condanna la mancata presa di posizione delle autorità italiane: "Chiediamo che il governo riferisca
in Parlamento al più presto su quanto sta avvenendo e che le Camere esprimano una condanna netta e ferma per atti di violenza perpetrati nei confronti di spontanee manifestazioni di protesta popolare contro un regime tirannico", dice il leader Pierferdinando Casini, mentre Angelo Bonelli, dei Verdi, chiede al governo di non trasformarsi in una "stampella del regime dittatoriale libico". Il governo italiano "deve immediatamente togliere il suo sostegno al colonnello Gheddafi ed al suo regime. Il nostro governo non può continuare a sostenere ad un dittatore che governa violando sistematicamente i diritti umani e negando la democrazia al suo popolo", conclude.

Benedetto Della Vedova (Fli), chiede al governo di non tollerare oltre la repressione in Libia e di intervenire "nei confronti di Gheddafi che sta facendo sparare sui manifestanti". Il premier "deve ora dire con chiarezza se l'Italia e il suo governo sta con chi spara o con chi riceve i colpi, con chi manifesta per la liberta e la democrazia o con chi reprime le manifestazione", aggiunge. Per Francesco Rutelli, le parole del premier sul fatto di non voler disturbare Gheddafi sono "sbalorditive". Il leader di Alleanza per l'Italia ha annunciato la presentazione al Senato di una interpellanza urgentissima al ministro degli Affari esteri nella quale chiede a Frattini se la linea di "non disturbare Gheddafi", esposta dal presidente del Consiglio, sia anche la linea dell'Unione Europea.

Dall'Italia dei Valori, Fabio Evangelisti dice: "E' ora che, dopo quarant'anni, Gheddafi vada a casa. L'Italia ha responsabilità storiche nei confronti del popolo libico, quello stesso popolo che, oggi, reclama libertà e giustizia. Abbiamo il dovere - conclude Evangelisti - di aiutare la transizione sospendendo, da subito, il discusso trattato di amicizia che ha portato grandi vantaggi alla dittatura".
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alamierda84
Inviato il: Domenica, 20-Feb-2011, 16:42
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"La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno"

aspettiamo che arrivino a 1000 i morti allora!...
200 escort ad arcore sono piu' interessanti.
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jaquelinho87
Inviato il: Domenica, 20-Feb-2011, 17:52
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Gato Lopez
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"razzi sui manifestanti".

una buona volta che non vedrei male un missile terra-aria statunitense contro un dittatore (e parlo di gheddafi, stavolta), gli stati uniti se ne stanno buoni. mannaggia


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L'UNIONE FA LA FORBICE

L'importante è che tu non perda i capelli dentro


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
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TanK
Inviato il: Domenica, 20-Feb-2011, 21:26
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Speriamo che ce la facciano
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alamierda84
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 13:50
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Rivolta anche a tripoli, sessanta le vittime
In fiamme edifici pubblici. Massacro a Bengasi. Giallo su Gheddafi. Il figlio Saif promette riforme
21 febbraio, 13:22

ROMA - Libia in fiamme nel settimo giorno dall'inizio della rivolta contro il governo che non risparmia più neppure Tripoli: nella capitale è stata saccheggiata la sede della tv di Stato, mentre l'ufficio del governo centrale ed altri uffici pubblici sono stati dati alle fiamme. Fonti mediche non confermate parlano di 61 morti nella sola giornata di oggi, mentre il bilancio delle vittime stimato da Human Rights Watch dall'inizio degli scontri è arrivato a quota 233 persone uccise. Cifre che Saif al Islam, il figlio di Muammar Gheddafi, ha negato nella tarda di ieri in un discorso in tv nel quale ha però ammesso che per la sua struttura tribale e per il petrolio la Libia potrebbe sprofondare nella guerra civile. Per il figlio del leader libico nel Paese è in atto un "complotto" ordito da un non meglio precisato "movimento separatista".

Muammar Gheddafi non ha lasciato il Paese, ha poi assicurato Saif e oggi gli hanno fatto eco altre fonti locali - "sta guidando la lotta a Tripoli e vinceremo". Per quanto riguarda la protesta, il figlio del leader libico ha ammesso "errori" nella gestione della crisi e ha detto che in alcuni casi la reazione delle forze di sicurezza è stata "eccessiva". Intanto però, l'onda lunga della rivolta si propaga: gli ambasciatori libici in Cina e India si sono dimessi, il primo speculando su una "possibile fuga di Gheddafi all'estero", il secondo annunciando l'addio per protestare contro la repressione violenta delle dimostrazioni. E, mentre l'Ue valuta l'evacuzione dei cittadini europei dal Paese, con le compagnie petrolifere che hanno già avviato le operazioni di rientro, compresa Finmeccania, è unanime la condanna internazionale per quanto accade nel Paese. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha fatto appello a "non ricorrere all'uso della forza e a rispettare le libertà fondamentali", rivolgendosi alla Liba e alle altre rivolte che infiammano il mondo arabo. Gli Stati Uniti dal canto loro stanno valutando "tutte le azioni appropriate" in risposta alla violenta repressione delle manifestazioni.

FINMECCANICA STA RIMPATRIANDO DIPENDENTI - Finmeccanica sta rimpatriando i propri dipendenti italiani dalla Libia. Lo confermano fonti vicine all'azienda, precisando che si tratta di poche persone, meno di dieci, e che stanno rientrando in queste ore in Italia. I lavoratori italiani di Finmeccanica impegnati in Libia lavorano tutti nell'insediamento di Abu Aisha, 60 chilometri a sud di Tripoli, dove opera la joint venture tra Agusta Westland e Liatec (Libyan Italian Advanced Technology Company). I libici sono azionisti di Finmeccanica attraverso Lybian Investment Authority che detiene una quota del 2,01%.

BP E STATOIL INIZIANO EVACUAZIONE DIPENDENTI - La britannica Bp e la norvegese Statoil hanno iniziato l'evacuazione del personale dalla Libia. Il gigante Bp completerà l'operazione entro le prossime 48, mentre la gran parte del personale della Stateoil ha già lasciato il Paese. Lo riferiscono le due compagnie petrolifere.

S.CRAXI, SE NECESSARIO PRONTI A EVACUARE ITALIANI - "Sono pronti i piani di evacuazione nel caso si rendessero necessari ma non è stato dato ancora il via". Lo ha affermato il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, parlando con l'ANSA della situazione dei cittadini italiani che si trovano in Libia. "Per ora - ha detto - stiamo invitando i connazionali a rimanere nelle abitazioni e a non farsi trovare in mezzo ai disordini. Come in altri casi, l'ambasciata italiana è perfettamente attrezzata per sostenere le nostre comunità all'estero". Comunque, ha concluso, "seguiamo gli avvenimenti che si stanno di ora in ora modificando".

1.500 GLI ITALIANI, FARNESINA CONSIGLIA DI PARTIRE - Gli italiani che vivono "stabilmente" in Libia sono 1.500 e la Farnesina e l'ambasciata "stanno consigliando di partire" con voli commerciali. Lo riferiscono a Bruxelles fonti della Farnesina, precisando che "al momento l'Italia non prevede un piano di evacuazione". Dei 1500 italiani che vivono stabilmente in Libia, 500 sono dipendenti di grandi imprese italiane. Pochissime unità vivono a Bengasi, la stragrande maggioranza è concentrata a Tripoli. "L'ambasciata italiana sta consigliando di partire, attraverso i voli Alitalia che sono ancora operativi", hanno riferito le fonti. "Chi vuole partire, con l'assistenza della nostra ambasciata, può partire. Tutte le opzioni sono allo studio, incluso un'intensificazione dei voli Alitalia", hanno aggiunto le fonti.

ansa
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TanK
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 16:30
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Secondo il sito di Repubblica son già quasi 300 morti
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Panda
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 17:36
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QUOTE (TanK @ Lunedì, 21-Feb-2011, 16:30)
Secondo il sito di Repubblica son già quasi 300 morti
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Oggi ne parlavo col prof che sosteneva fosse giusto, il giusto prezzo da pagare alla rivoluzione.

Non è giusto, non c'è proprio niente di giusto!
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TanK
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 18:21
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In che senso giusto???
Le rivoluzioni sono anche meglio se fatte senza morti, no??
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Panda
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 18:59
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QUOTE (TanK @ Lunedì, 21-Feb-2011, 18:21)
In che senso giusto???
Le rivoluzioni sono anche meglio se fatte senza morti, no??

Diceva che non c'è rivolta senza sacrificio di vite, che è il prezzo per la libertà, che ogni ribellione andata a buon fine ha visto morti su morti...

Per carità, tutto vero, la storia insegna questo. Ma perchè non considerare possibile un'alternativa? Come dici, sarebbe meglio, molto meglio.

Io sono fermamente convinta che nel momento in cui muoia anche un solo uomo, non si possa considerare una vittoria.


--------------------

Un mare di gente
a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E' tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca
c'è aria di festa.

Peppino Impastato
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TanK
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 19:11
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Ci sono state anche rivoluzioni pacifiche, non dev'essere sempre per forza una strage.
Ora te ne cerco qualcuna così domani lo zittisci
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EDIT:

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(non so quanti morti ma il principio era nonviolento)

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...e per finire le più famose de 20mo secolo:
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(tutte pacifiche a parte quella in Romania)

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Panda
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 19:33
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Pensavo alle più celebri...

Vadi!
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EDITTO anch'io:

A Gandhi avevo pensato, ma appunto non sapevo quanto fosse "principio" e quanto "realtà". Sulle altre, totale ignoranza.

Grazie, continuerò la mia pacifica lotta contro il prof!
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TanK
Inviato il: Lunedì, 21-Feb-2011, 19:34
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Ho editato qui sopra
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